Il futuro dei Repubblicani

Di Paolo Arsèna

Qual’è il futuro dei repubblicani?

Ognuno può dare la risposta che vuole, ce ne sono tante d’altronde.
Noi ce la siamo data però partendo da un presupposto forte, perché a suo modo oggettivo, e per questo capace di essere meno dispersivo di altri.
Il futuro dei repubblicani risiede nella loro funzione storica, e nella loro natura politico-ideale.

La funzione storica è quella dei pionieri.  Continua a leggere…

Il percorso di Autonomia repubblicana

Ci separa quasi un anno dalla decisione del Movimento Repubblicani Europei di divenire una corrente veltroniana provvisoramente esterna al Partito Democratico, decisione cui si oppose la mozione “Autonomia repubblicana”. Ci separano pochi mesi dal prossimo appuntamento elettorale: quello per il Parlamento Europeo. In questo quasi biennio non ancora finito l’elemento più rilevante nella politica italiana è il fallimento dell’Unione ovvero, di converso, la rivincita del berlusconismo.

Il fallimento dell’Unione si è consumato in due atti: la caduta del governo Prodi e l’uscita dal Parlamento di tutta l’area a sinistra del partito di Veltroni. La defenestrazione dell’Arcobaleno ha favorito il PD, evitandogli una sconfitta e consentendogli di monopolizzare l’opposizione a Berlusconi. Ma appunto il successo del PD, in termini di seggi, è maturato sull’esclusione delle sinistre classista, ecologista, postsocialista, e non contendendo consensi al centro e sottraendoli all’avversario vero. Di questo virtuale successo hanno profittato gli alleati che avevano accettato le condizioni di Veltroni: in larga misura il movimento di Antonio Di Pietro, ma anche il Partito Radicale e il MRE. Continua a leggere…

ll Pd e la sconfitta dei fighetti del partitino

Caro Paolo, non potendo partecipare all’iniziativa contro le nuove leggi vergogna, cerco di dare il mio contributo come posso. Oggi pubblico questo sul Secolo XIX.

Pierfranco Pellizzetti
L’equivoco è stato definitivamente sciolto dal premier: «il dialogo con questa opposizione è chiuso». Solo perché questa opposizione si era permessa di pigolare qualche timido distinguo sui colpi di mannaia inferti dal suddetto premier a informazione e magistratura per i disturbi che potevano arrecare alla sua persona.
C’è qualcuno che intende ancora riproporre la formula delle “larghe intese” (vulgo, “Der Grosse Koalitionen”) per cogestire i terribili appuntamenti di un Paese in crisi? C’è qualcuno che crede ancora nell’appello a “comportarsi da statista”, figura di cui qui da noi si sono perse perfino le tracce? Continua a leggere…

Il fallimento annunciato della sinistra italiana

di Paolo Arsèna.

Inutile negarlo. Guardiamoci attorno, e vediamo un’Italia a due facce.
A destra, la faccia felice: unita, motivata, speranzosa, dedita a governare con maggiore esperienza e consapevolezza rispetto ai flop del passato, sia propri che della parte avversa.
A sinistra, la faccia depressa e sgomenta. L’Italia che non ha futuro, che non ci crede, che sente il peso della propria impotenza. Divisa, ondivaga, in parte arroccata nella critica sterile e ad oltranza, in lotta per una rivincita impossibile o per un’esistenza negata.
La lunga guerra l’ha vinta la destra. La sinistra l’ha persa e sente l’odore della sconfitta letale. Perché è giunta al capolinea, al suo totale fallimento. Continua a leggere…

Il PD e il fantasma del ritorno dell’Asino

Fininvest è un’ azienda, una gran brutta azienda.
GF&ID* è un blocco di potere, un gran brutto blocco di potere molto più temibile di Fininvest.
Me lo aveva spiegato, un giorno, La Grassa, e le vicende di questi giorni me lo confermano appieno.
Lo scatenamento dell’ Apocalisse contro a Berluscone è infatti uno di quegli spettacoli della politica che capitano una volta ogni cent’ anni, e che bisogna godersi in ogni suo aspetto.
Riepilogando: nei prossimi giorni Repubblica e l’ Espresso (le contrammiraglie della flotta mediatica del patto di sindacato RCS) pubblicheranno le intercettazioni porno di Berluscone con e/o sulle attricette e ballerine diventate ministre.  Continua a leggere…

Partito democratico, non neutro!

di LUCIANA SBARBATI

Articolo pubblicato su Europa, pag 9, venerdì 6 giugno 2008

Dopo la sconfitta elettorale, realisticamente prevedibile, al di là delle speranze riaccese dall’entusiasmo di una campagna giocata più sul confronto sulle persone che non sui temi, nel quale Walter Veltroni sembrava essere in vantaggio, è ora che il Pd decida sul serio cosa fare da grande.
L’accordo elettorale tra Berlusconi e Veltroni ha oramai prodotto una semplificazione del quadro politico oltre l’immaginabile. Continua a leggere…

Il dietro-front di Veltroni

Veltroni: “Ora costruiamo un nuovo centrosinistra” di GIOVANNA CASADIO

Non è stata una semplice chiacchierata tra amici quella tra Walter Veltroni e Claudio Fava ieri al Loft, la sede del Pd. Tra il segretario dei Democratici e il neo coordinatore della Sinistra democratica si è parlato di alleanze e di dialogo per costruire “un nuovo centrosinistra”. Sono state gettate le basi di un’intesa politica, è stato deciso anche un “patto di consultazione”. La novità ha eccitato gli animi sia nella Sinistra, ormai extraparlamentare – Nichi Vendola si è subito detto contrario – che tra gli stessi piddì. Per il partito riformista che ha fatto della vocazione maggioritaria la propria bandiera, è arrivato il momento del cambio di passo?

Veltroni parla piuttosto di “una nuova fase di lavoro”. Ci si muove nella prospettiva delle alleanze, una volta consolidato il baricentro riformista, cioè il Pd. Fava al termine dell’incontro commenta: è “la fine dell’autosufficienza proclamata e declamata” dai Democratici. Continua a leggere…

“Si salvi chi può”: il PD già alla frutta!

Come sappiamo, fra i partiti di plastica, gli itagliani hanno scelto quello originale, quello dei nani e ballerine, delle mare carfagne e dei calderoli. Il suo triste contraltare di centrosinistra, la comunione cattocom dipinta a nuovo, ma senza nemmmeno una mano di antiruggine sotto, inizia già a dare segni di precoce decadimento a meno di sei mesi dalla nascita e si avvia verso una triste ed ingloriosa fine politica. Ci sarebbero fiumi di parole per analizzare tutte le condizioni e le circostanze ed i motivi sui “perchè” (da noi ampiamente anticipati da circa tre anni a questa parte) invece vogliamo solo limitarci alla sintetica cronaca e lasciare ad ognuno di voi il giudizio.

SALERNO LASCIA IL P.D.
Francesco Salerno lascia il Partito Democratico LETTERA APERTA AL P.D. Continua a leggere…

Comunicato di “Autonomia repubblicana” e “Alleanza Laica”

E’ convocata per domenica 8 giugno 2008 a Milano la prima conferenza interregionale dei laici progressisti di cultura repubblicana, dedicata al tema “Quale strategia per il recupero politico dell’Alta Italia?” e focalizzata sulla necessità di avviare la costruzione dell’altro polo della sinistra. L’iniziativa è scaturita da una riunione preparatoria indetta dai firmatari della mozione “Autonomia repubblicana”, i cui contenuti hanno ricevuto conferme dall’esito delle recenti elezioni. Continua a leggere…

Veltroni ora si dimetta

Repubblica.it ore 10:46 New York Times: “Doppia sconfitta per Veltroni”

Il New York Times parla della vittoria di Gianni Alemanno scrivendo che “Roma elegge il suo primo sindaco di destra dalla Seconda Guerra Mondiale”. “Il risultato – continua il quotidiano – rappresenta una doppia sconfitta per il sindaco uscente di Roma, Walter Veltroni, che ha lasciato la guida della città per diventare il leader del nuovo Partito democratico, che ha perso le elezioni politiche del 13 e 14 aprile”.

Veltroni abbia ora la dignità di dimettersi dopo una così pesante doppia sconfitta. La seconda addirittura più pesante della prima perchè lui stesso sindaco uscente di Roma. In qualsiasi altro paese del mondo sarebbe già a casa, in Itaglia invece questo signore rappresenta “il nuovo”.  Prendano tutti atto che il PD è fallito prima di iniziare. Nell’area di centro che guarda al centrosinistra, il paese necessità di una vera nuova forza riformista, laica e liberal democratica sulla scia dell’eldr europeo.