Finché vive il FUR, i repubblicani non affondano

Condivido l’analisi critica che Valerio Ari muove alle vicende del mondo laico italiano. Tuttavia non posso non rilevare un giudizio un po’ affrettato, ingeneroso e approssimativo sull’operazione del Forum per l’Unità dei Repubblicani, che mi obbliga a doverose puntualizzazioni.

Il FUR è nato con un intento: unire i repubblicani.
Non con il velleitario obiettivo di unirli e basta, poiché questa resterebbe una pretesa sciocca, una buona intenzione che si scontrerebbe subito con la realtà delle cose, che vede i repubblicani divisi politicamente, condizionati dalla polarizzazione della politica e succubi dei grossi contenitori veltroniani e berlusconiani. Ma piuttosto con lo scopo di costruire un percorso, una piattaforma politica unitaria, una casa laica, liberale e democratica sufficientemente visibile e consistente, in cui tutti i repubblicani possano riconoscersi.
Da qui nasce quella che Ari chiama la “pregiudiziale dei postrepubblicani piddini”, e da qui nasce soprattutto l’indirizzo dell’autonomia che intendiamo perseguire, fondato su una contrapposizione alla calamita bipolare e bipartitica imperante nel Paese, foriera da un lato di governi infruttuosi e dall’altro di una degenerazione della lotta politica e della vita democratica.

Lungo questo percorso, gli interlocutori naturali sono obbligati, e prescindono da simpatie, calcoli e orientamenti dei singoli. Il presunto corteggiamento (in realtà niente più di un dialogo) col neonato movimento di Lamberto Dini, andava in questa direzione, ma con tutta la prudenza e la fermezza del caso. Non è una nostra colpa politica se i Liberaldemocratici si sono accasati da Berlusconi, era un’eventualità messa nel conto, ma il tentativo politico andava fatto. Così come andava sostenuta una lista autonoma radicale, pur alleata col PD, in un momento in cui tutti i partiti laici rischiano di scomparire dallo scenario politico, a causa di un infausto meccanismo elettorale, lucidamente sfruttato dai potenti contro i piccoli. Li si chiamino superficialmente “errori”, li si chiamino tentativi falliti, ma restano comunque passaggi necessari per chi vuole muoversi su questo terreno scivoloso e difficile. Oggi questo tentativo prosegue con il Partito Socialista, sulla base di una comune identità laica.

Non mi risulta alcun “autoaffondamento” del FUR, a margine di tutto questo. Mi risulta semmai che l’attivismo innescato stia mettendo le basi per un rilancio post-elettorale dell’iniziativa. Oltre alle adesioni individuali sparse su tutto il territorio, in Campania e nel Lazio ci sono già significative realtà locali che si sono ritrovate esplicitamente nel FUR, e nello stesso Partito Repubblicano l’opposizione interna non resta ferma, e si prepara a uno scontro durissimo con la dirigenza. Con la Federazione dei Liberali abbiamo oramai una sinergia totale, sfociata nel progetto libdem di Noi ragioniamo, che attende le elezioni europee.

A fronte dell’annichilimento generale dei partiti repubblicani, il FUR mantiene la barra sul suo progetto. La zattera galleggia e avanza, malgrado il mare mosso e il vento ostile. Darla per affondata significa solo buttarsi in acqua col sasso al piede.

Paolo Arsena

2008 02 23

One Response to “Finché vive il FUR, i repubblicani non affondano”

  1. Appoggio il discorso di Arsèna e lo condivido in toto.

    Anche se come sembra, non avremo sbocchi elettorali immediati (con questo pastrocchio di legge elettorale è il minimo!) l’azione del FUR ed anche del gruppo ‘Noi Ragioniamo’ è destinata ad essere vincente sul medio -lungo periodo.

    I contenuti, la chiarezza delle idee, la correttezza dell’azione che intraprendiamo è dalla nostra.

    Non passa giorno che non vi siano nuove persone che, tramite i siti http://www.AlleanzaLaica.it , http://www.NoiRagioniamo.it e http://www.Repubblicani.org ed i relativi forum, non ci chiedano di far parte del nostro serio progetto.

    Il tempo è galantuomo.

    Pasquale Caterisano
    “McFly”

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