Gli orfani dell’ELDR - 1
E’ ormai certo che alle prossime elezioni politiche non parteciperà nessuna lista direttamente ed esclusivamente riferibile al partito europeo dei liberali democratici e riformisti. Né il MRE di Luciana Sbarbati né il Partito Radicale saranno presenti con il proprio simbolo; e neppure quel che resta, o tenta di risorgere, delle antiche sigle PRI e PLI. Dei partiti europei, l’ELDR sarà l’unico assente nella competizione: e pensare che al Parlamento Europeo è il terzo in ordine di grandezza…
Per chi voteranno dunque i laici di scuola repubblicana?
Finora si sono pronunciati solo la maggioranza del MRE e il Forum per l’Unità dei Repubblicani. L’on. Sbarbati si colloca nel PD, pare senza alcun candidato sicuro, e quindi il MRE sparirebbe da Monte Citorio. Paolo Arsena ha proposto allo SDI (con un appello pubblico a Boselli e al craxismo di sinistra) quanto segue:
In assenza di una lista MRE, i firmatari della mozione “Autonomia repubblicana” avrebbero certamente sostenuto (senza chiedere posti) una lista radicale distinta dal PD, con Emma Bonino candidata a primo ministro. Non sarebbero stati i soli, a giudicare da un amaro commento (più Gift che Grün) di Giacomino Properzj:
Oggi, da Roma, è arrivata la notizia che i radicali per nove posti (forse la trimurti femminile della segreteria e i sei deputati uscenti) e un po’ di soldi si sono aggregati al partito di Rosy Bindi e della Binetti. Il grande Partito Democratico. Tutto questo è stato deciso a Roma e i giovani intirizziti radicali milanesi lo hanno letto sui giornali. Gli altri giovani, quelli che avevano votato la Rosa nel pugno due anni fa (il nove per cento in alcuni quartieri) non leggono i giornali, non credono nei partiti, odiano e disprezzano i politici per loro tutti uguali. Per i vecchi liberali di sinistra già repubblicani non sarà una tragedia se il 13 aprile non riusciranno più a trovare il certificato elettorale nel fondo del tiretto dove credevano di averlo riposto. E’ caratteristico dei vecchi perdere le cose che interessano di più: l’amore, la salute, il partito.
L’operazione Boselli è molto meno condivisibile. Oltre tutto, darebbe indirettamente ragione allo SDI nel conflitto per La Rosa nel Pugno. Il che è tutto da verificare.
Resta dunque l’amara costatazione (né Gift né Grün) che il laicismo italiano in Europa ha un forte riferimento unitario, mentre in Italia si avvia a sparire, nonostante le buone intenzioni degli amici.
La via dell’astensionismo appare sempre più aperta, spianata da commenti sia dal centro-destra (come quello di Properzj, che probabilmente interpreta anche l’opinione del senatore Del Pennino) sia dall’area della (dis)Unione.
Tecnicamente, tuttavia, l’astensione (scheda bianca, nulla o non partecipazione al voto) favorisce i maggiori contendenti, i contendentoni Veltroni e Berlusconi. Lungi da noi l’idea di fare un regalo a uno dei due, e men che mai ad entrambi.
E dunque? Dunque il seguito fra una settimana, a liste chiuse. Anche perché non manca gente curiosa di sapere come voterai, ma finora nessuno degli interessati (né dei rispettivi vassalli, valvassori o valvassini) il voto tuo è venuto a chiedertelo. Forse san già di non meritarselo?
Valerio Ari
2008 02 25
Postato in: Politica interna
la situazione dell’eldr in Italia è veramente drammatca, è la seconda volta che voto per le politiche e non so già più cosa votare.
L’astensionismo lo escludo perchè per me il voto è un dovere più che un diritto e perchè come dici non sarebbe d’alcuno ostacolo a veltroni e berlusconi.
Ho deciso quindi di votare qualsiasi partito che non sia PD o PDL, anche se purtroppo la scelta non è facile: comunisti (SA), socialisti (PS), democristiani (RB+UDC) o neofascisti (La destra)?
La scelta, guarda caso, è proprio tra le 4 aree che caratterizzarono la prima repubblica (PCI, PSI, DC, MSI), ne mancano solo due, ovvero PRI e PLI, rappresentanti dell’area liberaldemocratica.
Ma perchè tutti gli altri partiti della prima repubblica oggi riescono a ripresentarsi? Forse perchè anche se negli scorsi anni sono stati assrobiti dal bipolarismo sono comunque riusciti a mantenere una propria autonomia, cosa che invece non ha fatto nè il pri completamente assoggettato a forza italia, nè il mre caduto nella trappola ulivo.