Scriviamo insieme il programma elettorale repubblicano di sinistra
Diamo la parola direttamente alla base: dopo i desolanti cinque punti proposti dai vertici del MRE a Veltroni, nella latitanza programmatica dell’area “liberal” del PD, e tenendo conto del lavoro intellettivo di altri amici, come quelli del Forum per l’Unità dei Repubblicani, vogliamo provare a costruire un programma elettorale, il programma elettorale della nascitura filiale italiana dell’ELDR?
Inviate le vostre idee, GiovinEuropa curerà redazionalmente la bozza.
Un primo contributo viene da Valerio Ari, il quale, rammentando i quattro capitoli fondamentali per ogni programma (economia, politica estera, istituzioni e società) riprende e rivede il punto 5 inviato dalla maggioranza del MRE al PD. Ecco il testo:
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La costruzione di una Europa federalmente unita, secondo i princìpi che da Mazzini e Cattaneo giungono al Manifesto di Ventotene, è la priorità della politica estera per l’Italia. Una priorità da gestire parallelamente agli impegni con gli alleati della NATO, ma secondo una formula che non consenta incongruenze fra gli obiettivi dell’integrazione europea e quelli dell’alleanza difensiva, a favore di quest’ultima.
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In tale prospettiva, l’Italia sia fra i promotori della ripresa del dossier “trattato costituente”, in modo che l’Unione Europea abbia al più presto un portavoce comune in materia di politica estera, oltre che accelerare i processi di integrazione a livello economico, finanziario, fiscale etc.
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Nell’ambito della sicurezza internazionale, l’Italia sostenga l’europeizzazione della NATO, in modo che sul nostro continente truppe e comandi NATO consistano esclusivamente di cittadini europei.
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Accelerare il processo d’adesione all’UE per tutti i territori della ex Jugoslavia, unico antidoto per ulteriori deflagrazioni balcaniche; condizionare la continuazione delle trattative per l’ingresso della Turchia al riconoscimento del genocidio perpetrato contro gli armeni durante la prima guerra mondiale.
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Intensificare, anche in un contesto europeo coordinato, la politica di sostegno ai Paesi in via di sviluppo.
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Ridurre l’impegno militare italiano in territori extraeuropei.
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Per il conflitto israelo-palestinese favorire soluzioni come quelle preconizzate dalla Iniziativa di Ginevra.
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Sostenere una riforma dell’ONU che ponga fine ad ogni privilegio postbellico: in particolare, Gran Bretagna e Francia cedano il loro seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza rispettivamente all’UE e al Giappone, e sia abrogato il diritto di veto.
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