<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
		>
<channel>
	<title>Commenti per GiovinEuropa</title>
	<atom:link href="http://giovineuropa.wordpress.com/comments/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://giovineuropa.wordpress.com</link>
	<description>Foglio europeo laico progressista</description>
	<lastBuildDate>Tue, 05 May 2009 14:03:01 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
		<item>
		<title>Commenti su Verso il 13 Aprile: il voto dei laici progressisti di danjela</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/03/11/verso-il-13-aprile-il-voto-dei-laici-progressisti/#comment-102</link>
		<dc:creator>danjela</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2009 14:03:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=73#comment-102</guid>
		<description>LE RADICI LAICHE DELL’UNIONE EUROPEA

 

di Giancarlo Nobile
csde@libero.it 

Fu molto forte il dibattito, almeno in Italia, durante la stesura del testo della Costituzione dell’Unione Europea, sulle radici cristiane che dovevano essere richiamate con forza nel testo, ma è così? L’Unione Europea che, con difficoltà unisce i popoli europei in vincoli legislativi strettissimi, molti hanno anche una comune moneta, e reso impensabile una guerra come è stato per secoli per questo territorio, tutto questo ha  dunque come radice un religione ed il cristianesimo in particolare?

Come sempre occorre vedere al di là delle apparenze e vedere in profondità i fatti che ci sono innanzi, prima di tutto occorre fare una distinzione tra Europa un continente abitato da millenni e da vari popoli ed ha elaborato una cultura e una civiltà molto forte e l’Unione Europea l’aggregazione di questi popoli che da cinquant’anni, dopo il grande macello del conflitto mondiale, si sono associati tramite un patto giuridico vincolante per la cooperazione,  collaborazione e sostegno comune.  Quindi L’Unione Europea ha radici  nello jus e nella lex espressioni del pensiero laico.

L’Europa in quanto aggregazione di popoli  ha espresso nei secoli sue alte espressioni culturali, ma come tutte le aggregazioni umane la sua costruzione ha radici intrecciate, l’uomo è immerso in un flusso continuo di informazioni che elabora per vivere con migliori risultati e ciò avviene per i singoli, ma anche  per i popoli e l’Europa, per la sua posizione centrale tra l’Asia e l’Africa, per il suo mare interno facilmente navigabile, ha assorbito influssi culturali da tantissime esperienze. E’ un processo sincretico che ha comportato, nel suo amalgamarsi le radici dell’Europa.

Il cristianesimo è una delle tante influenze culturali che hanno formato il climax europeo, cristianesimo che è a sua volta una costruzione sincretica di miti preesistenti nell’area mediterranea e mesopotamica – basta ricordare un classico come il discorso della montagna nei vangeli che non è altro che una preghiera babilonese di mille anni prima dei fatti narrati, chi conosce i caratteri cuneiformi può andare a British Museum nella sezione Babilonese e leggere la tavoletta di creta  - e l’incontro con il logos greco, in particolare con la filosofia platonica.

Invece per l’Unione Europea, possiamo affermare che le sue radici sono fermamente laiche. Ma che cosa è la laicità? Essa è un concetto poliedrico. Normalmente questa figura si presenta come polemica contro il dogmatismo e le prese di posizioni dogmatiche. In realtà il laico è l’uomo che ha bisogno di sentire il parere di tutti perché è incerto sulla propria visione delle cose. E’ un uomo che socraticamente sa di non sapere.

Questo è dunque un uomo che si mette in discussione in modo dinamico e mette in discussione il proprio mondo. La  mentalità laica fa emergere l’io, la propria soggettività e la correla a quella degli altri in definitiva con la società: soggettività e società i due parametri della democrazia, la laicità è la coscienza che ‘nessun uomo è un isola’ che tutti siamo legati a tutti gli altri, in quel gioco meraviglioso che è l‘esistenza.

Ma da dove nasce questa interpretazione dell’esistenza. Le sue radici sono nella Grecia classica con la sua rivoluzione del pensiero che chiamiamo filosofia. I duecento anni della rivoluzione culturale greca che cambiò il mondo umano, si può riassumere nel vedere sempre aldilà dell’apparente, cercare il logos in pratica la verità che genera il tutto. E’ questo un inebriante viaggio alla ricerca della verità che riempie e rafforza l’io ma che non giungerà mai alla fine. Max Weber dirà: chi viaggia verso la verità morirà sazio ma non stanco della vita.

Il periodo classico racchiuso nel binomio greco-romano fu essenzialmente laico. L’Impero Romano accettava tutte le religioni ma tutte dovevano rispettare le leggi che governavano lo stato. Si dice che gli ebrei e i cristiani si ribellarono ai romani poiché questi volevano imporre il culto dell’Imperatore; nulla di più falso. I romani volevano solo mettere una statua o un busto dell’imperatore dinnanzi ai templi per ribadire che la legge di Roma era defensor religio non per imporre una fede.

La laicità classica riluce in un atto imperale a cui i cristiani hanno dato molta importanza travisandolo è il cosiddetto Editto di Costantino. L’Editto è da attribuire a Licinio governatore della Bitinia ma fu fatto proprio da  Costantino quando giunse al potere assoluto ed è conosciuto col suo nome.

Nell’Editto tra l’altro è scritto: ‘...di accordare ai cristiani e a tutti gli altri la libera facoltà di seguire la religione prescelta…e di non negare assolutamente a nessuno la facoltà di dedicare la sua mente al culto cristiano o a quella religione che senta più conforme a sé.

L’Editto pur riferendosi anzitutto ai cristiani, ribadiva e chiariva che anche a tutti gli è concessa la stessa facoltà di praticare liberamente il proprio culto ‘…perché non si ritenga che noi abbiamo recato menomazione a un qualsiasi culto o a una qualsiasi religione…’ esemplare esempio di laicità classica.

La crisi sociale, politica ed essenzialmente economica dell’Impero portò al prorompere dell’irrazionale, un chiudersi nel mytos, una fuga verso la metafisica, all’affermarsi delle religioni misteriche ( Mitra, Iside, Sette proto cristiane, adoratori del dio Sole – tra cui Costantino) , Religioni che mettono in diretta correlazione il divino con la vita dell’uomo (il dio che si fa uomo, che muore e risorge). E’ un modello protettivo che si forma, la vera vita non è quella che si vive ma quella che si vivrà dopo la morte è una fuga precipitosa dalla realtà. La soggettività è rivolta verso il mistero ultramondano.

Tra queste religioni emergerà il cristianesimo che cannibalizzerà, con un processo sincretico, le altre religioni. E una volta giunto al potere tramite i Lapsi, i faccendieri dell’Impero Romano, che erano il tratto di unione tra le classi di comando e il popolo, distruggerà con la violenza le altre forme di culto.

Nasce con il cristianesimo il dogmatismo. Un solo dio, un solo pensiero, una solo società. Il tutto guidato da una verità già data e immutabile e la ricerca del pensiero dovrò essere solo quella di far collimare la realtà con quella verità.

La laicità veniva declinando e il mytos cambiava il suo senso, per la religione pagana il mito suppliva il difetto di conoscenza, immaginando figure invece di dare pseudo interpretazioni e ciò che si imponevano erano in generale i rituali, cioè le celebrazioni pubbliche che indicavano partecipazione alla vita pubblica. I cristiani, in genere tutte le religioni misteriche, trasformarono il mito in verità, la verità in dogma e il dogma in un obbligo formale e sostanziale imposto a tutti con la forza del potere.

Tutto ciò fu ribadito violentemente dagli Editti dell’Imperatore Teodosio quello del 391 tra l’altro ordinava che vi è una sola religione chi non si adegua perderà i diritti civili, è altresì ordinata la spoliazione e distruzione dei templi delle altre credenza, l’8 novembre 392 con nuovo Editto viene inasprita la repressione sancendo la pena di morte a chi non si fa cristiano.

La laicità classica diventerà come un fiume carsico che si immerge per riaffiorare ogni tanto per affermarsi definitivamente con l’Unione Europea ma questo lo vedremo in seguito intanto alla fine dell’Impero Romano nasce il concetto dell’intolleranza che dominerà ed insanguinerà per secoli l’Europa.

Vi era una sola verità e occorreva uniformare tutto ad essa. Paradossalmente fu il massimo pensatore cristiano del medio evo che ruppe questo schema Tommaso d’Aquino (1225-1274) egli volendo trovare un accordo tra fede cristiana e la physis aristotelica divise il mondo divino ed il mondo umano, mondi che hanno così vita autonoma.

Il Dottore Angelico come venne chiamato dalla chiesa pose la distinzione tra teologia naturale e teologia rivelata, la prima proviene dall’attività della ragione e dall’esperienza sensibile; la seconda dalla fede, dalla grazia divina e dalle sacre scritture.

Ma questa divisione duale della teologia comporterà che quella naturale divenisse scienza/epistemologia – in seguito anche tecnologia – e da ciò sorgono una serie di scissioni come quella tra dio e il mondo, tra conoscenza e realtà e soprattutto tra fede e ragione .

Questo è in definitiva il rompere l’antica rassicurante utopia di un solo dio, di una sola fede, un solo pensiero, di un solo re, una sola società. Era la fine del pensiero unico e nasceva il Relativismo etico e culturale che  avrebbe forgiato e dato sostanza in seguito alla democrazia europea.

Questa scissione sarà ben espressa dal borghese Dante nella Commedia, la realtà umana risplende nell’inferno, sentiamo a noi vicini la pochezza degli ignavi, sentiamo come nostra parte essenziale l’amore di Paolo e Francesca o la tensione alla ricerca d’Ulisse o ancora l’odio del conte Ugolino e il drammatico rammarico di Pier delle Vigne inversamente è lo stesso Dante che mette al di là dell’uomo lo splendore incomprensibile e difficilmente descrivibile del mondo divino che ha vita in se e per se.

Siamo nel periodo dell’affermazione della borghesia cha ha bisogno della libertà e della cultura per commerciare. La chiesa combatterà con la scomunica la borghesia nascente. Ma la strada era aperta ed essa porterà allo splendore del Rinascimento che riscopre il libero pensiero del mondo classico.

La reazione sarò terribile con il tribunale dell’Inquisizione con i suoi roghi, la sua strage di donne accusate di stregoneria. Sotto queste spinte il cristianesimo si frantumava  nascevano nuovo interpretazioni dottrinali  e strutturali con il protestantesimo. Ma lo scontro fu feroce con feroci stragi come quella della notte di San Bartolomeo a Parigi   del 1572 ove i cattolici trucidarono migliaia di protestanti ugonotti.

Comunque la borghesia, la scoperta di nuovi territori con altre culture e civiltà, nuove tecnologie come la stampa, che amplierà la scolarizzazione faranno emergere ancoro di più il concetto di laicità. Emergono figure come Giordano Bruno che sarà ammazzato su un rogo dalla chiesa cattolica il 14 febbraio 1600. Dopo otto anni di torture salì sul rogo per le sue teorie sulla soggettività come parte della società, sugli infiniti mondi in cielo e sulla terra e dunque non vi era nessuna centralità siamo tutti un centro e non vi sono differenza dunque tra gli uomini. Ma il suo crimine principale per il cardinale  Bellarmino era quella di proclamare la libertà di pensiero.

Erano questi i tempi della Rivoluzione Astronomica con l’eliocentrismo di  Copernico e Galileo e le leggi gravitazionali di Keplero, tutto questo poneva l’uomo non più in una assoluta centralità ma una dei tanti frammenti dell’universo.

I tempi erano cambiati come nell’Olanda che aveva beneficiato, diventando sempre più ricca, della diaspora degli Ebrei che era stati cacciati nel 1492 dalla Spagna della Cattolicissima Isabella di Castiglia nel 1585 nel trattato dell’Unione d’Utrecht all’art.13 è scritto ‘..ogni uomo deve restare libero nelle proprie scelte e non deve essere mai molestato o interrogato circa il suo culto divino’. E’ un totale capovolgimento dell’Editto di Teodosio.

In questa Olanda risplenderà la figura di Baruch Spinoza che nella sua Etica scrive l’uomo pensa cioè non vi è un pensiero unico ma ognuno pensa, ha la sua lettura della realtà e l’unica concordanza è la comune umanitas e l’appartenere alla natura – deus, sive natura – con le sue ineludibili leggi. 

Il secolo del trionfo della laicità è stato il settecento con gli illuministi Voltairem Diderot, come il criticismo di Kant e gli empiristi inglesi Looke, Mill, Hume. Il fiume carsico del pensiero laico della classicità greco-romana stava per esplodere e questa esplosione fu la Rivoluzione Francese.

La Rivoluzione Francese  14 luglio 1789 –la grande rivoluzione dell’io iscritto nella società – ruppe tutti gli schemi, la soggettività umana non era più rivolta verso la metafisica ultramondana ma verso la società, la mediazione tre i cittadini non era la fede indimostrabile e granitica, non era la chiesa col suo rigido clero, ma la legge’astratta e generale’.  Le conquiste furono la democrazia liberale, l’uguaglianza, la separazione tra stato e religioni, parità dei sessi, l’habemus corpus, secolarismo, cosmopolitismo.

La reazione non si fece attendere il romanticismo col suo nazionalismo e la ricerca metafisica dello spirito del mondo e della storia fece regredire la libertà. In nell’ottocento nasceva l’uomo che avrebbe dato un colpo definitivo alla metafisica Charles Darwin che con la sua Rivoluzione Biologica poneva l’uomo nell’alveo del processi naturali, egli aveva stabilità due leggi che scardinavano ogni finalismo ed ogni trascendenza, la natura evolve in base al caso e alla necessità, le due forze che plasmano tutto  l’esistente.

 Ormai la laicità aveva un suo peso nella società, la forza delle Rivoluzioni Concettuali aveva dato vita al movimento Liberale e Socialista due interpretazioni dei bisogni umani che dovranno incontrarsi. Ma da essi nasceranno anche forme irrazionali – il vecchio vizio degli uomini - come il Liberismo ed il Comunismo.

L’ultimo parossismo del romanticismo fu quello del ‘900 con il nazismo, il fascismo e i comunismo realizzato. Tutte e tre ideologie pregne del pensiero di Hegel che fa perno sull’idea di un incessante sviluppo dialettico e sul presupposto dell’identità tra reale e razionale. Lo storicismo dialettico si mutua in  un determinismo economico e sociale astratto. Così i totalitarismi storici a sfondo umanistico, quelli di Stalin, Hitler, Franco, Mussolini sono eventi romantici: non sono eventi della ragione, sono eventi del sentimento. Sono mossi dalla fede, fanno leva sulla mozione degli affetti, sulla partecipazione emotiva, su quanto meno razionale vi è in circolazione.

In definitiva è l’escatologia cristiana che si situa sulla terra e non su un piano ultramondano mantenendo lo stesso schema composto da inizio palingenetico/rivoluzione (redenzione tramite cristo) sviluppo (salvezza) società migliore (paradiso). La storia cristiana ha un senso come queste filosofie.

Tutto ciò produrrà milioni di morti in guerra, lo scientifico e tecnologico massacro di ebrei, zingari e di tutti i diversi, come i milioni di morti nei Gulag di Stalin e tutto ciò mise in luce che solo la laicità poteva portare l’uomo alla pace, alla concordia, al progresso riemergevano le parole di Piero Gobetti (1901-1925)  ‘La storia è creata dagli individui. Perciò l’individuo non deve perdersi in un sogno di fantastica trascendenza, di quietistica contemplazione, ma deve prendere coscienza della propria responsabilità’

Nell’Europa in preda alla violenza nazifascista un italiano Carlo Rosselli (1899-1937) inserisce il pensiero laico classico nel processo politico è la via è iscritta nel suo libro capolavoro ‘Socialismo Liberale’ ove il fine è il socialismo il metodo è quello del liberalismo un metodo che ha la democrazia e l’autogoverno dei cittadini come sua prassi.

In questo spirito di uomini che durante la guerra, relegati nell’isola di Ventotene, guidati da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi scrissero il Manifesto di Ventotene per l’Europa Libera ed Unita.

Essi scrivono come premessa:

La civiltà moderna ha posto come proprio fondamento il principio della libertà, secondo il principio della libertà, secondo il quale l’uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita.

Ed è questo spirito laico che ha permesso la costruzione della nuova Europa libera e pacificata faro per tutti i popoli del mondo.

Le radici dell’Unione Europea sono laiche, ed è questa laicità che dobbiamo ribadire e difendere, oggi che venti contrari si alzano dalla stessa Europa e da tutti il mondo. Se vogliamo costruire un futuro di pace, se vogliamo affrontare i grandi temi che minacciano il futuro come i problemi ambientali, l’esplosione demografica, il processo migratorio, la povertà della maggioranza della popolazione del pianeta abbiamo bisogno di più Europa e di più laicità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>LE RADICI LAICHE DELL’UNIONE EUROPEA</p>
<p>di Giancarlo Nobile<br />
<a href="mailto:csde@libero.it">csde@libero.it</a> </p>
<p>Fu molto forte il dibattito, almeno in Italia, durante la stesura del testo della Costituzione dell’Unione Europea, sulle radici cristiane che dovevano essere richiamate con forza nel testo, ma è così? L’Unione Europea che, con difficoltà unisce i popoli europei in vincoli legislativi strettissimi, molti hanno anche una comune moneta, e reso impensabile una guerra come è stato per secoli per questo territorio, tutto questo ha  dunque come radice un religione ed il cristianesimo in particolare?</p>
<p>Come sempre occorre vedere al di là delle apparenze e vedere in profondità i fatti che ci sono innanzi, prima di tutto occorre fare una distinzione tra Europa un continente abitato da millenni e da vari popoli ed ha elaborato una cultura e una civiltà molto forte e l’Unione Europea l’aggregazione di questi popoli che da cinquant’anni, dopo il grande macello del conflitto mondiale, si sono associati tramite un patto giuridico vincolante per la cooperazione,  collaborazione e sostegno comune.  Quindi L’Unione Europea ha radici  nello jus e nella lex espressioni del pensiero laico.</p>
<p>L’Europa in quanto aggregazione di popoli  ha espresso nei secoli sue alte espressioni culturali, ma come tutte le aggregazioni umane la sua costruzione ha radici intrecciate, l’uomo è immerso in un flusso continuo di informazioni che elabora per vivere con migliori risultati e ciò avviene per i singoli, ma anche  per i popoli e l’Europa, per la sua posizione centrale tra l’Asia e l’Africa, per il suo mare interno facilmente navigabile, ha assorbito influssi culturali da tantissime esperienze. E’ un processo sincretico che ha comportato, nel suo amalgamarsi le radici dell’Europa.</p>
<p>Il cristianesimo è una delle tante influenze culturali che hanno formato il climax europeo, cristianesimo che è a sua volta una costruzione sincretica di miti preesistenti nell’area mediterranea e mesopotamica – basta ricordare un classico come il discorso della montagna nei vangeli che non è altro che una preghiera babilonese di mille anni prima dei fatti narrati, chi conosce i caratteri cuneiformi può andare a British Museum nella sezione Babilonese e leggere la tavoletta di creta  &#8211; e l’incontro con il logos greco, in particolare con la filosofia platonica.</p>
<p>Invece per l’Unione Europea, possiamo affermare che le sue radici sono fermamente laiche. Ma che cosa è la laicità? Essa è un concetto poliedrico. Normalmente questa figura si presenta come polemica contro il dogmatismo e le prese di posizioni dogmatiche. In realtà il laico è l’uomo che ha bisogno di sentire il parere di tutti perché è incerto sulla propria visione delle cose. E’ un uomo che socraticamente sa di non sapere.</p>
<p>Questo è dunque un uomo che si mette in discussione in modo dinamico e mette in discussione il proprio mondo. La  mentalità laica fa emergere l’io, la propria soggettività e la correla a quella degli altri in definitiva con la società: soggettività e società i due parametri della democrazia, la laicità è la coscienza che ‘nessun uomo è un isola’ che tutti siamo legati a tutti gli altri, in quel gioco meraviglioso che è l‘esistenza.</p>
<p>Ma da dove nasce questa interpretazione dell’esistenza. Le sue radici sono nella Grecia classica con la sua rivoluzione del pensiero che chiamiamo filosofia. I duecento anni della rivoluzione culturale greca che cambiò il mondo umano, si può riassumere nel vedere sempre aldilà dell’apparente, cercare il logos in pratica la verità che genera il tutto. E’ questo un inebriante viaggio alla ricerca della verità che riempie e rafforza l’io ma che non giungerà mai alla fine. Max Weber dirà: chi viaggia verso la verità morirà sazio ma non stanco della vita.</p>
<p>Il periodo classico racchiuso nel binomio greco-romano fu essenzialmente laico. L’Impero Romano accettava tutte le religioni ma tutte dovevano rispettare le leggi che governavano lo stato. Si dice che gli ebrei e i cristiani si ribellarono ai romani poiché questi volevano imporre il culto dell’Imperatore; nulla di più falso. I romani volevano solo mettere una statua o un busto dell’imperatore dinnanzi ai templi per ribadire che la legge di Roma era defensor religio non per imporre una fede.</p>
<p>La laicità classica riluce in un atto imperale a cui i cristiani hanno dato molta importanza travisandolo è il cosiddetto Editto di Costantino. L’Editto è da attribuire a Licinio governatore della Bitinia ma fu fatto proprio da  Costantino quando giunse al potere assoluto ed è conosciuto col suo nome.</p>
<p>Nell’Editto tra l’altro è scritto: ‘&#8230;di accordare ai cristiani e a tutti gli altri la libera facoltà di seguire la religione prescelta…e di non negare assolutamente a nessuno la facoltà di dedicare la sua mente al culto cristiano o a quella religione che senta più conforme a sé.</p>
<p>L’Editto pur riferendosi anzitutto ai cristiani, ribadiva e chiariva che anche a tutti gli è concessa la stessa facoltà di praticare liberamente il proprio culto ‘…perché non si ritenga che noi abbiamo recato menomazione a un qualsiasi culto o a una qualsiasi religione…’ esemplare esempio di laicità classica.</p>
<p>La crisi sociale, politica ed essenzialmente economica dell’Impero portò al prorompere dell’irrazionale, un chiudersi nel mytos, una fuga verso la metafisica, all’affermarsi delle religioni misteriche ( Mitra, Iside, Sette proto cristiane, adoratori del dio Sole – tra cui Costantino) , Religioni che mettono in diretta correlazione il divino con la vita dell’uomo (il dio che si fa uomo, che muore e risorge). E’ un modello protettivo che si forma, la vera vita non è quella che si vive ma quella che si vivrà dopo la morte è una fuga precipitosa dalla realtà. La soggettività è rivolta verso il mistero ultramondano.</p>
<p>Tra queste religioni emergerà il cristianesimo che cannibalizzerà, con un processo sincretico, le altre religioni. E una volta giunto al potere tramite i Lapsi, i faccendieri dell’Impero Romano, che erano il tratto di unione tra le classi di comando e il popolo, distruggerà con la violenza le altre forme di culto.</p>
<p>Nasce con il cristianesimo il dogmatismo. Un solo dio, un solo pensiero, una solo società. Il tutto guidato da una verità già data e immutabile e la ricerca del pensiero dovrò essere solo quella di far collimare la realtà con quella verità.</p>
<p>La laicità veniva declinando e il mytos cambiava il suo senso, per la religione pagana il mito suppliva il difetto di conoscenza, immaginando figure invece di dare pseudo interpretazioni e ciò che si imponevano erano in generale i rituali, cioè le celebrazioni pubbliche che indicavano partecipazione alla vita pubblica. I cristiani, in genere tutte le religioni misteriche, trasformarono il mito in verità, la verità in dogma e il dogma in un obbligo formale e sostanziale imposto a tutti con la forza del potere.</p>
<p>Tutto ciò fu ribadito violentemente dagli Editti dell’Imperatore Teodosio quello del 391 tra l’altro ordinava che vi è una sola religione chi non si adegua perderà i diritti civili, è altresì ordinata la spoliazione e distruzione dei templi delle altre credenza, l’8 novembre 392 con nuovo Editto viene inasprita la repressione sancendo la pena di morte a chi non si fa cristiano.</p>
<p>La laicità classica diventerà come un fiume carsico che si immerge per riaffiorare ogni tanto per affermarsi definitivamente con l’Unione Europea ma questo lo vedremo in seguito intanto alla fine dell’Impero Romano nasce il concetto dell’intolleranza che dominerà ed insanguinerà per secoli l’Europa.</p>
<p>Vi era una sola verità e occorreva uniformare tutto ad essa. Paradossalmente fu il massimo pensatore cristiano del medio evo che ruppe questo schema Tommaso d’Aquino (1225-1274) egli volendo trovare un accordo tra fede cristiana e la physis aristotelica divise il mondo divino ed il mondo umano, mondi che hanno così vita autonoma.</p>
<p>Il Dottore Angelico come venne chiamato dalla chiesa pose la distinzione tra teologia naturale e teologia rivelata, la prima proviene dall’attività della ragione e dall’esperienza sensibile; la seconda dalla fede, dalla grazia divina e dalle sacre scritture.</p>
<p>Ma questa divisione duale della teologia comporterà che quella naturale divenisse scienza/epistemologia – in seguito anche tecnologia – e da ciò sorgono una serie di scissioni come quella tra dio e il mondo, tra conoscenza e realtà e soprattutto tra fede e ragione .</p>
<p>Questo è in definitiva il rompere l’antica rassicurante utopia di un solo dio, di una sola fede, un solo pensiero, di un solo re, una sola società. Era la fine del pensiero unico e nasceva il Relativismo etico e culturale che  avrebbe forgiato e dato sostanza in seguito alla democrazia europea.</p>
<p>Questa scissione sarà ben espressa dal borghese Dante nella Commedia, la realtà umana risplende nell’inferno, sentiamo a noi vicini la pochezza degli ignavi, sentiamo come nostra parte essenziale l’amore di Paolo e Francesca o la tensione alla ricerca d’Ulisse o ancora l’odio del conte Ugolino e il drammatico rammarico di Pier delle Vigne inversamente è lo stesso Dante che mette al di là dell’uomo lo splendore incomprensibile e difficilmente descrivibile del mondo divino che ha vita in se e per se.</p>
<p>Siamo nel periodo dell’affermazione della borghesia cha ha bisogno della libertà e della cultura per commerciare. La chiesa combatterà con la scomunica la borghesia nascente. Ma la strada era aperta ed essa porterà allo splendore del Rinascimento che riscopre il libero pensiero del mondo classico.</p>
<p>La reazione sarò terribile con il tribunale dell’Inquisizione con i suoi roghi, la sua strage di donne accusate di stregoneria. Sotto queste spinte il cristianesimo si frantumava  nascevano nuovo interpretazioni dottrinali  e strutturali con il protestantesimo. Ma lo scontro fu feroce con feroci stragi come quella della notte di San Bartolomeo a Parigi   del 1572 ove i cattolici trucidarono migliaia di protestanti ugonotti.</p>
<p>Comunque la borghesia, la scoperta di nuovi territori con altre culture e civiltà, nuove tecnologie come la stampa, che amplierà la scolarizzazione faranno emergere ancoro di più il concetto di laicità. Emergono figure come Giordano Bruno che sarà ammazzato su un rogo dalla chiesa cattolica il 14 febbraio 1600. Dopo otto anni di torture salì sul rogo per le sue teorie sulla soggettività come parte della società, sugli infiniti mondi in cielo e sulla terra e dunque non vi era nessuna centralità siamo tutti un centro e non vi sono differenza dunque tra gli uomini. Ma il suo crimine principale per il cardinale  Bellarmino era quella di proclamare la libertà di pensiero.</p>
<p>Erano questi i tempi della Rivoluzione Astronomica con l’eliocentrismo di  Copernico e Galileo e le leggi gravitazionali di Keplero, tutto questo poneva l’uomo non più in una assoluta centralità ma una dei tanti frammenti dell’universo.</p>
<p>I tempi erano cambiati come nell’Olanda che aveva beneficiato, diventando sempre più ricca, della diaspora degli Ebrei che era stati cacciati nel 1492 dalla Spagna della Cattolicissima Isabella di Castiglia nel 1585 nel trattato dell’Unione d’Utrecht all’art.13 è scritto ‘..ogni uomo deve restare libero nelle proprie scelte e non deve essere mai molestato o interrogato circa il suo culto divino’. E’ un totale capovolgimento dell’Editto di Teodosio.</p>
<p>In questa Olanda risplenderà la figura di Baruch Spinoza che nella sua Etica scrive l’uomo pensa cioè non vi è un pensiero unico ma ognuno pensa, ha la sua lettura della realtà e l’unica concordanza è la comune umanitas e l’appartenere alla natura – deus, sive natura – con le sue ineludibili leggi. </p>
<p>Il secolo del trionfo della laicità è stato il settecento con gli illuministi Voltairem Diderot, come il criticismo di Kant e gli empiristi inglesi Looke, Mill, Hume. Il fiume carsico del pensiero laico della classicità greco-romana stava per esplodere e questa esplosione fu la Rivoluzione Francese.</p>
<p>La Rivoluzione Francese  14 luglio 1789 –la grande rivoluzione dell’io iscritto nella società – ruppe tutti gli schemi, la soggettività umana non era più rivolta verso la metafisica ultramondana ma verso la società, la mediazione tre i cittadini non era la fede indimostrabile e granitica, non era la chiesa col suo rigido clero, ma la legge’astratta e generale’.  Le conquiste furono la democrazia liberale, l’uguaglianza, la separazione tra stato e religioni, parità dei sessi, l’habemus corpus, secolarismo, cosmopolitismo.</p>
<p>La reazione non si fece attendere il romanticismo col suo nazionalismo e la ricerca metafisica dello spirito del mondo e della storia fece regredire la libertà. In nell’ottocento nasceva l’uomo che avrebbe dato un colpo definitivo alla metafisica Charles Darwin che con la sua Rivoluzione Biologica poneva l’uomo nell’alveo del processi naturali, egli aveva stabilità due leggi che scardinavano ogni finalismo ed ogni trascendenza, la natura evolve in base al caso e alla necessità, le due forze che plasmano tutto  l’esistente.</p>
<p> Ormai la laicità aveva un suo peso nella società, la forza delle Rivoluzioni Concettuali aveva dato vita al movimento Liberale e Socialista due interpretazioni dei bisogni umani che dovranno incontrarsi. Ma da essi nasceranno anche forme irrazionali – il vecchio vizio degli uomini &#8211; come il Liberismo ed il Comunismo.</p>
<p>L’ultimo parossismo del romanticismo fu quello del ‘900 con il nazismo, il fascismo e i comunismo realizzato. Tutte e tre ideologie pregne del pensiero di Hegel che fa perno sull’idea di un incessante sviluppo dialettico e sul presupposto dell’identità tra reale e razionale. Lo storicismo dialettico si mutua in  un determinismo economico e sociale astratto. Così i totalitarismi storici a sfondo umanistico, quelli di Stalin, Hitler, Franco, Mussolini sono eventi romantici: non sono eventi della ragione, sono eventi del sentimento. Sono mossi dalla fede, fanno leva sulla mozione degli affetti, sulla partecipazione emotiva, su quanto meno razionale vi è in circolazione.</p>
<p>In definitiva è l’escatologia cristiana che si situa sulla terra e non su un piano ultramondano mantenendo lo stesso schema composto da inizio palingenetico/rivoluzione (redenzione tramite cristo) sviluppo (salvezza) società migliore (paradiso). La storia cristiana ha un senso come queste filosofie.</p>
<p>Tutto ciò produrrà milioni di morti in guerra, lo scientifico e tecnologico massacro di ebrei, zingari e di tutti i diversi, come i milioni di morti nei Gulag di Stalin e tutto ciò mise in luce che solo la laicità poteva portare l’uomo alla pace, alla concordia, al progresso riemergevano le parole di Piero Gobetti (1901-1925)  ‘La storia è creata dagli individui. Perciò l’individuo non deve perdersi in un sogno di fantastica trascendenza, di quietistica contemplazione, ma deve prendere coscienza della propria responsabilità’</p>
<p>Nell’Europa in preda alla violenza nazifascista un italiano Carlo Rosselli (1899-1937) inserisce il pensiero laico classico nel processo politico è la via è iscritta nel suo libro capolavoro ‘Socialismo Liberale’ ove il fine è il socialismo il metodo è quello del liberalismo un metodo che ha la democrazia e l’autogoverno dei cittadini come sua prassi.</p>
<p>In questo spirito di uomini che durante la guerra, relegati nell’isola di Ventotene, guidati da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi scrissero il Manifesto di Ventotene per l’Europa Libera ed Unita.</p>
<p>Essi scrivono come premessa:</p>
<p>La civiltà moderna ha posto come proprio fondamento il principio della libertà, secondo il principio della libertà, secondo il quale l’uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita.</p>
<p>Ed è questo spirito laico che ha permesso la costruzione della nuova Europa libera e pacificata faro per tutti i popoli del mondo.</p>
<p>Le radici dell’Unione Europea sono laiche, ed è questa laicità che dobbiamo ribadire e difendere, oggi che venti contrari si alzano dalla stessa Europa e da tutti il mondo. Se vogliamo costruire un futuro di pace, se vogliamo affrontare i grandi temi che minacciano il futuro come i problemi ambientali, l’esplosione demografica, il processo migratorio, la povertà della maggioranza della popolazione del pianeta abbiamo bisogno di più Europa e di più laicità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Un arrocco o un gambetto di regina? di francesco miglino</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2007/10/25/un-arrocco-o-un-gambetto-di-regina/#comment-101</link>
		<dc:creator>francesco miglino</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 00:28:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/2007/10/25/un-arrocco-o-un-gambetto-di-regina/#comment-101</guid>
		<description>IN NOME DEL FESTIVAL DI SAN REMO

Nella competizione con Paesi la cui  classe politica incentiva la crescita culturale dei propri cittadini, il Popolo italiano e le nuove generazioni pagheranno a caro prezzo  l&#039; espropriazione dalla consapevolezza sociale e culturale perseguita forsennatamente da gruppi di potere con una      onnipresente ed incalzante “industria della distrazione di massa per la creazione di teste vuote”, che non lascia aperture  alla conoscenza ed alla riflessione sui problemi  veri posti della società contemporanea.  

Agli Italiani che  notoriamente  non leggono, le televisioni, scandalosamente omologate, infliggono quotidianamente notizie filtrate  che non li informano, ma sapientemente li distraggono a suon di canzoni, li alienano,  li avviliscono, li aizzano con servizi su fatti di cronaca fisiologici alle società complesse, artatamente enfatizzati e volgarmente strumentalizzati. In  estenuanti esposizioni mediatiche,  Parlamentari che fondano la carriera politica istigando all&#039; odio sono pronti a cavalcare le emozioni  per  invocare  leggi repressive che  spesso calpestano i diritti dell&#039; Uomo.   

Gravissime sono le responsabilità di tutti coloro che alimentano l&#039; “industria della distrazione per la creazione di teste vuote”, che con la disinformazione mutilano i cittadini della partecipazione consapevole ai problemi reali della propria comunità e precipitano il  Paese nel più grave decadimento civile dopo il fascismo. 
In questo contesto,  particolare valore assume quanto enunciato nell&#039; articolo 16 del programma del partito internettiano: 
“lotta frontale ai mass media ed agli operatori che consapevolmente si prestano a diffondere trasmissioni artatamente devastanti , concepite per sviare la mente e privare, soprattutto i giovani, del tempo prezioso della formazione culturale, dell&#039;esercizio del senso critico, della riflessione e della visione responsabile dei problemi sociali; giovani ridotti a indifesi ricettori di comportamenti dissennati, temi futili e pulsioni babbuinesche, condannati alla passività  e all’asservimento   come unica risposta al  controllo e all&#039;aggressione esercitati impunemente dai poteri forti sulla società civile tramite i mass media.
Francesco Miglino
segretario del partito internettiano 
partito internettiano  via Torelli Viollier, 33 - 20125 - MILANO
www.partitointernettiano.it - partitointernettiano@gmail.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>IN NOME DEL FESTIVAL DI SAN REMO</p>
<p>Nella competizione con Paesi la cui  classe politica incentiva la crescita culturale dei propri cittadini, il Popolo italiano e le nuove generazioni pagheranno a caro prezzo  l&#8217; espropriazione dalla consapevolezza sociale e culturale perseguita forsennatamente da gruppi di potere con una      onnipresente ed incalzante “industria della distrazione di massa per la creazione di teste vuote”, che non lascia aperture  alla conoscenza ed alla riflessione sui problemi  veri posti della società contemporanea.  </p>
<p>Agli Italiani che  notoriamente  non leggono, le televisioni, scandalosamente omologate, infliggono quotidianamente notizie filtrate  che non li informano, ma sapientemente li distraggono a suon di canzoni, li alienano,  li avviliscono, li aizzano con servizi su fatti di cronaca fisiologici alle società complesse, artatamente enfatizzati e volgarmente strumentalizzati. In  estenuanti esposizioni mediatiche,  Parlamentari che fondano la carriera politica istigando all&#8217; odio sono pronti a cavalcare le emozioni  per  invocare  leggi repressive che  spesso calpestano i diritti dell&#8217; Uomo.   </p>
<p>Gravissime sono le responsabilità di tutti coloro che alimentano l&#8217; “industria della distrazione per la creazione di teste vuote”, che con la disinformazione mutilano i cittadini della partecipazione consapevole ai problemi reali della propria comunità e precipitano il  Paese nel più grave decadimento civile dopo il fascismo.<br />
In questo contesto,  particolare valore assume quanto enunciato nell&#8217; articolo 16 del programma del partito internettiano:<br />
“lotta frontale ai mass media ed agli operatori che consapevolmente si prestano a diffondere trasmissioni artatamente devastanti , concepite per sviare la mente e privare, soprattutto i giovani, del tempo prezioso della formazione culturale, dell&#8217;esercizio del senso critico, della riflessione e della visione responsabile dei problemi sociali; giovani ridotti a indifesi ricettori di comportamenti dissennati, temi futili e pulsioni babbuinesche, condannati alla passività  e all’asservimento   come unica risposta al  controllo e all&#8217;aggressione esercitati impunemente dai poteri forti sulla società civile tramite i mass media.<br />
Francesco Miglino<br />
segretario del partito internettiano<br />
partito internettiano  via Torelli Viollier, 33 &#8211; 20125 &#8211; MILANO<br />
<a href="http://www.partitointernettiano.it" rel="nofollow">http://www.partitointernettiano.it</a> &#8211; <a href="mailto:partitointernettiano@gmail.com">partitointernettiano@gmail.com</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il percorso di Autonomia repubblicana di Pasquale</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/09/06/il-percorso-di-autonomia-repubblicana/#comment-98</link>
		<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 11:23:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=87#comment-98</guid>
		<description>...altra cosa: veramente patetici quegli pseudo moderatori del forum mre su pol.net!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;altra cosa: veramente patetici quegli pseudo moderatori del forum mre su pol.net!!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il percorso di Autonomia repubblicana di Pasquale</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/09/06/il-percorso-di-autonomia-repubblicana/#comment-97</link>
		<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 11:21:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=87#comment-97</guid>
		<description>Corretta è l&#039;indicazione del &quot;target&quot; a destra del pd ovvero al centro laico li dove c&#039;è il consenso per noi, li e non in altri posti, dove qualche nostro simpatizzante vorrebbe portarci. Li vi è humus per zapateristi e bertinottiani, non per noi!

Chi mi fa il favore di dire a quel xi febbraio sul forum comunista di POL.net che Alleanza Laica non si è accasata con nessuno? ma STA INTELLIGENTEMENTE CERCANDO UN CONTENITORE PER POTER OPERARE E FARE PROSELITISMO LAICO per poi poter ripartire autonomamente con una certa consistenza e robustezza di spalle?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Corretta è l&#8217;indicazione del &#8220;target&#8221; a destra del pd ovvero al centro laico li dove c&#8217;è il consenso per noi, li e non in altri posti, dove qualche nostro simpatizzante vorrebbe portarci. Li vi è humus per zapateristi e bertinottiani, non per noi!</p>
<p>Chi mi fa il favore di dire a quel xi febbraio sul forum comunista di POL.net che Alleanza Laica non si è accasata con nessuno? ma STA INTELLIGENTEMENTE CERCANDO UN CONTENITORE PER POTER OPERARE E FARE PROSELITISMO LAICO per poi poter ripartire autonomamente con una certa consistenza e robustezza di spalle?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La massoneria rende omaggio all&#8217;eroe dei due mondi di paolo penacchio</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2007/09/20/la-massoneria-rende-omaggio-all%e2%80%99eroe-dei-due-mondi/#comment-96</link>
		<dc:creator>paolo penacchio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 01:08:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/2007/09/20/la-massoneria-rende-omaggio-all%e2%80%99eroe-dei-due-mondi/#comment-96</guid>
		<description>pochi ricordano come le insegne massoniche della statua di Garibaldi al Gianicolo furono tolte durante il periodo fascista. Nemmeno nel bicentenario della nascita sono state riposte. Del resto nel corso delle manifestazioni per il centenario non è che le autorità politiche si siano sprecate. E, quasi, un anno dopo quel centenario si cerca di togliere le lapidi che lo ricordano in tante città, cittadine e paesi d&#039;Italia. Leghisti ed autonomisti siciliani fanno a gara in chi copre di maggior numero di insulti il vecchio patriota e democratico a fianco del quale si erano lungamente schierate le forze progressiste italiane. 
Un tempo a quanti parlavano male di Gartibaldi si chiedeva se avessero studiato dai preti. Forse era così: ma, per lo meno, avevano studiato. Oggi  bastano due righe raccolte da chi sa quale sito internet per sentirsi in diritto di sentirsi dei professori di storia. Figurarsi a provar di spiegare il perchè di quelle insegne e del perchè sia giusto che vadano rimesse là dove uomini che lottavano per il bene ed il progresso dell&#039;umanità avevano voluto collocarle.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>pochi ricordano come le insegne massoniche della statua di Garibaldi al Gianicolo furono tolte durante il periodo fascista. Nemmeno nel bicentenario della nascita sono state riposte. Del resto nel corso delle manifestazioni per il centenario non è che le autorità politiche si siano sprecate. E, quasi, un anno dopo quel centenario si cerca di togliere le lapidi che lo ricordano in tante città, cittadine e paesi d&#8217;Italia. Leghisti ed autonomisti siciliani fanno a gara in chi copre di maggior numero di insulti il vecchio patriota e democratico a fianco del quale si erano lungamente schierate le forze progressiste italiane.<br />
Un tempo a quanti parlavano male di Gartibaldi si chiedeva se avessero studiato dai preti. Forse era così: ma, per lo meno, avevano studiato. Oggi  bastano due righe raccolte da chi sa quale sito internet per sentirsi in diritto di sentirsi dei professori di storia. Figurarsi a provar di spiegare il perchè di quelle insegne e del perchè sia giusto che vadano rimesse là dove uomini che lottavano per il bene ed il progresso dell&#8217;umanità avevano voluto collocarle.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Partito democratico, non neutro! di paolo penacchio</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/06/11/partito-democratico-non-neutro/#comment-92</link>
		<dc:creator>paolo penacchio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 13:37:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=81#comment-92</guid>
		<description>non mi sembra che il non volere che il PD aderisca all&#039;internazionale socialista risolva completamente il problema in un modo preciso: E poi,  questo cosa significa per il MRE? Forse che se il PD non aderisce al socialismo internazionale noi possiamo entrare nel PD, o continuare a farne parte come sembrerebbeda alcuni passi dell&#039;articolo? E come ci collochiamo rispetto all&#039;idea di una fusione tra internazionale socialista e partiti di scuola democratica? 
( ovviamente non è questa la nota a cui accennavo, ma solo una precisazione che mi è venuta spontanea nel rileggere quanto da me scritto).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non mi sembra che il non volere che il PD aderisca all&#8217;internazionale socialista risolva completamente il problema in un modo preciso: E poi,  questo cosa significa per il MRE? Forse che se il PD non aderisce al socialismo internazionale noi possiamo entrare nel PD, o continuare a farne parte come sembrerebbeda alcuni passi dell&#8217;articolo? E come ci collochiamo rispetto all&#8217;idea di una fusione tra internazionale socialista e partiti di scuola democratica?<br />
( ovviamente non è questa la nota a cui accennavo, ma solo una precisazione che mi è venuta spontanea nel rileggere quanto da me scritto).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Partito democratico, non neutro! di paolo penacchio</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/06/11/partito-democratico-non-neutro/#comment-91</link>
		<dc:creator>paolo penacchio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 13:29:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=81#comment-91</guid>
		<description>Ritengo che questo articolo sia positivo per quel tanto che indica una tendenza da parte della segreteria del MRE di cambiare registro. Va però detto che alcune delle osservazioni in esso contenuto erano fattibili già da prima dell&#039;inizio della scorsa campagna elettorale. 
L&#039;aver operato, in quell&#039;occasione, tenendo anche conto della possibilità di acquisire dei seggi parlamentari ha una sua logica interna rispetto alla quale sono abbastanza critico , ma non vorrei soffermarmi, in questa nota, su tale aspetto. Comunque sia, mi sembra che questo articolo non risolva alcuni dei nodi rispetto ai quali dovrà svolgersi l&#039;azione repubblicana del prossimo periodo. 
Vi è, innanzitutto, da chiarire il ruolo del MRE rispetto al PD. Una chiarezza che dev essere fatta anche per capire se il MRE può ancora essere considerato un partito politico od una sorta di associazione mazziniana a cui è consentito intervenire nel campo della politica e con una preferenza per il centro-sinistra. Scelta che può essere anche interessante, ma che deve essere dichiarata esplicitamente. 
L&#039;altra ipotesi è quella di un MRE che voglia essere partito politico e scegliere in autonomia, a seconda dei suoi deliberati congressuali e di consiglio nazionale, il campo delle alleanze e delle eventuali federazioni a cui aderire. Se si ritiene valida questa seconda ipotesi l&#039;MRE dovrà spiegare perchè dei suoi iscritti hanno partecipato alle votazioni, anche candidandosi, per gli organi del PD. Se qualcuno è favorevole al sistema della doppia tessera che venga precisato , e magari anche se vale solo per il PD o anche per altre formazioni.
Ma quel che più preoccupa è che non viene risolto il nodo politico; nel mentre si afferma che il PD nonsa scegliere tra via liberal-democratica e quella social-democratica, non si dice quale scelta si ritiene pù opportuna per il MRE. Forse quella mancanza di identità e di capacità di utilizzare potenzialità che le stesse comportano, ha colpito anche lo stesso MRE, Per non sfuggire, a mia volta, a tale nodo mi permetterò di aproffitare della vostra cortese attenzione in una prossima nota (anche perchè temo sempre che si cancelli il tutto).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ritengo che questo articolo sia positivo per quel tanto che indica una tendenza da parte della segreteria del MRE di cambiare registro. Va però detto che alcune delle osservazioni in esso contenuto erano fattibili già da prima dell&#8217;inizio della scorsa campagna elettorale.<br />
L&#8217;aver operato, in quell&#8217;occasione, tenendo anche conto della possibilità di acquisire dei seggi parlamentari ha una sua logica interna rispetto alla quale sono abbastanza critico , ma non vorrei soffermarmi, in questa nota, su tale aspetto. Comunque sia, mi sembra che questo articolo non risolva alcuni dei nodi rispetto ai quali dovrà svolgersi l&#8217;azione repubblicana del prossimo periodo.<br />
Vi è, innanzitutto, da chiarire il ruolo del MRE rispetto al PD. Una chiarezza che dev essere fatta anche per capire se il MRE può ancora essere considerato un partito politico od una sorta di associazione mazziniana a cui è consentito intervenire nel campo della politica e con una preferenza per il centro-sinistra. Scelta che può essere anche interessante, ma che deve essere dichiarata esplicitamente.<br />
L&#8217;altra ipotesi è quella di un MRE che voglia essere partito politico e scegliere in autonomia, a seconda dei suoi deliberati congressuali e di consiglio nazionale, il campo delle alleanze e delle eventuali federazioni a cui aderire. Se si ritiene valida questa seconda ipotesi l&#8217;MRE dovrà spiegare perchè dei suoi iscritti hanno partecipato alle votazioni, anche candidandosi, per gli organi del PD. Se qualcuno è favorevole al sistema della doppia tessera che venga precisato , e magari anche se vale solo per il PD o anche per altre formazioni.<br />
Ma quel che più preoccupa è che non viene risolto il nodo politico; nel mentre si afferma che il PD nonsa scegliere tra via liberal-democratica e quella social-democratica, non si dice quale scelta si ritiene pù opportuna per il MRE. Forse quella mancanza di identità e di capacità di utilizzare potenzialità che le stesse comportano, ha colpito anche lo stesso MRE, Per non sfuggire, a mia volta, a tale nodo mi permetterò di aproffitare della vostra cortese attenzione in una prossima nota (anche perchè temo sempre che si cancelli il tutto).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Bellissime: dal 1960 ad oggi dalla parte di lei di paolo penacchio</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/02/18/bellissime-dal-1960-ad-oggi-dalla-parte-di-lei/#comment-90</link>
		<dc:creator>paolo penacchio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 02:19:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=61#comment-90</guid>
		<description>Non ho visto il film e, a leggere il bell&#039;articolo che lo descrive, me ne dispiace.  Viene posto il problema del perchè le donne non abbiano colto l&#039;occasione di Tangentopoli per sostituirsi a gran parte della classe politica. Credo che non poca causa sia stata la modifica del sistema elettorale. Il proporzionale con più voti di preferenza, dopo gli anni del rodaggio del sistema ed i guai dovuti ad una democrazia bloccata da cause che esulavano dal sistema elettorale stesso ( erano cause storiche che ci avevano portato ad avere contemporaneamente il più grande  partito comunista, oltre che il più grande partito confessionale e neo-fascista) il sistema dei voti di preferenza cominciava a funzionare e lo slogan donna vota donna era certo, per il suo rivolgersi alla volontà delle elettrici e non affidarsi a vincoli di legge, meno autoghetizzante delle successive proposte di quote rosa. Il parlamento in quell&#039;ultimo squarcio della così detta prima repubblica ebbe una significativa presenza femminile, che tutto lasciava presagire sarebbe stata destinata ad aumentare. Ma il nuovo sistema elettorale affidò alle segreterie dei partiti quelle che più che come candidature si delinearono da subito come autentiche nomine; e la presenza femminile, come quella di esponenti della società civile che cominciavano ad essere presi in considerazione, fu ben presto relegata ad un ruolo di immagine utile ad acchialappiare voti femminili. Si andò ad un sistema elettorale che, allo stato presente della legislazione, obbliga, chi vuol acquistare una buona bottiglia di barolo, a comperare anche alcune bottiglie di vino andato in aceto. Così se vuoi, che so, Rosy Bindi devi votare anche per cinque esimi sconosciuti. Certo non è stato solo il mondo femminile ad essere  depotenziato, ma tutto il processo democratico. Solo che una stagione che sembrava aprirsi per il mondo femminile si è trasformata  in qualcosa di profondamente diverso e nel quale l&#039;omogeneizzazione ai valori ( quando di questi si tratta) dominanti nel gruppo prevalgono sulle speranze delle bellissime.
Nell&#039;articolo si è osservato come non esista nella lingua italiana una parola che, come c&#039;è per chi subisce la morte d&#039;un genitore o d&#039;un marito, sia in grado di descrivere lo stato di chi ha perso un figlio. Una condizione tanto drammatica, mi viene in mente il bel libro di Arrigo Benedetti, quanto priva di un termine che la denoti con immediatezza d&#039;immagine. Mi stavo chiedendo se in altre lingue questo termine sia rintracciabile, forse queste lingue sarebbero espressive anche di un mondo in cui questo dramma potrebbe essere ricondotto a parola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho visto il film e, a leggere il bell&#8217;articolo che lo descrive, me ne dispiace.  Viene posto il problema del perchè le donne non abbiano colto l&#8217;occasione di Tangentopoli per sostituirsi a gran parte della classe politica. Credo che non poca causa sia stata la modifica del sistema elettorale. Il proporzionale con più voti di preferenza, dopo gli anni del rodaggio del sistema ed i guai dovuti ad una democrazia bloccata da cause che esulavano dal sistema elettorale stesso ( erano cause storiche che ci avevano portato ad avere contemporaneamente il più grande  partito comunista, oltre che il più grande partito confessionale e neo-fascista) il sistema dei voti di preferenza cominciava a funzionare e lo slogan donna vota donna era certo, per il suo rivolgersi alla volontà delle elettrici e non affidarsi a vincoli di legge, meno autoghetizzante delle successive proposte di quote rosa. Il parlamento in quell&#8217;ultimo squarcio della così detta prima repubblica ebbe una significativa presenza femminile, che tutto lasciava presagire sarebbe stata destinata ad aumentare. Ma il nuovo sistema elettorale affidò alle segreterie dei partiti quelle che più che come candidature si delinearono da subito come autentiche nomine; e la presenza femminile, come quella di esponenti della società civile che cominciavano ad essere presi in considerazione, fu ben presto relegata ad un ruolo di immagine utile ad acchialappiare voti femminili. Si andò ad un sistema elettorale che, allo stato presente della legislazione, obbliga, chi vuol acquistare una buona bottiglia di barolo, a comperare anche alcune bottiglie di vino andato in aceto. Così se vuoi, che so, Rosy Bindi devi votare anche per cinque esimi sconosciuti. Certo non è stato solo il mondo femminile ad essere  depotenziato, ma tutto il processo democratico. Solo che una stagione che sembrava aprirsi per il mondo femminile si è trasformata  in qualcosa di profondamente diverso e nel quale l&#8217;omogeneizzazione ai valori ( quando di questi si tratta) dominanti nel gruppo prevalgono sulle speranze delle bellissime.<br />
Nell&#8217;articolo si è osservato come non esista nella lingua italiana una parola che, come c&#8217;è per chi subisce la morte d&#8217;un genitore o d&#8217;un marito, sia in grado di descrivere lo stato di chi ha perso un figlio. Una condizione tanto drammatica, mi viene in mente il bel libro di Arrigo Benedetti, quanto priva di un termine che la denoti con immediatezza d&#8217;immagine. Mi stavo chiedendo se in altre lingue questo termine sia rintracciabile, forse queste lingue sarebbero espressive anche di un mondo in cui questo dramma potrebbe essere ricondotto a parola.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Le sinistre e l&#8217;identità nazionale di paolo penacchio</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/02/10/le-sinistre-e-lidentita-nazionale/#comment-89</link>
		<dc:creator>paolo penacchio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 01:46:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=58#comment-89</guid>
		<description>Vorrei poter aggiungere una precisazione a quanto sopra ( per la verità dovevo fare anche delle correzioni a questo intervento buttato giù in fretta , pensando fosse possibile riiguardarlo). 
Credo che l&#039;idea di Patria arrivi al nostro risorgimento accompagnandosi all&#039;idea di libertà. Così viene considerata nel nostro passato e così sarà interpretata nel pensiero illuminista. L&#039;idea mazziniana per la quale non vi è patria dove &quot;un sol uomo cerchi lavori e non trovi&quot; può facilmente essere accostata all&#039;idea di Patria di un De Bruyere che è chiamato a svolgerla per l&#039;Enciclopedia. Allons enfant de la Patrie canta la Marsigliese; quella &quot;patrie&quot; è ciò che possiamo più modernamente chiamare lo stato-comunità, che nella nostra Costituzione è sottinteso quando si sente fa rriferimento alla Repubblica;&quot; è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli ..&quot;, per fare un esempio di tale uso dell&#039;espressione Repubblica in un articolo di chiara derivazione mazziniana. In occasione del matrimonio della figlia Teresa ( la sua Teresita) con Stefano canzio, Garibaldi fu udito cantare un vecchio canto giacobino noto come Or che innalzato è l&#039;albero. Ebbene in questo canto si afferma &quot; un dolce amor di Patria  scende nei nostri cuori&quot;. La Patria di Mazzini e di Garibaldi è la terra della libertà, è la Repubblica. In questo senso, un autentico patriottismo non può essere riconosciuto al risorgimento filosabaudo , più attento al bene della dinastia che, per l&#039;appunto, a quello della Patria. In questo senso è la Patria di Mazzini e Garibaldi che poteva essere ritrovata dall&#039;antifascismo e dalla Resistenza. L&#039;altra patria, quella del nazionalismo monarchico prima e del fascismo poi, non aveva avuto pressochè nulla a che spartire con le radici più profonde della storia italiana. Una storia che seppe sempre ritrovare in faccia alle dittature i due Bruto, Olgiati, Pazzi, Strozzi, Fiesco, ed infine Mazzini  ed il repubblicanesimo. Di quanto quest&#039;altra, più autentica Italia, saprà parlare alla sinistra del novecento e di quanto la sua storia finisca per costituirne il fiume carsico, penso sia il caso di parlarne con una apposita nota; magari quando le occasioni dell&#039;attualità torneranno a far sentire l&#039;esigenza di qualche nota a margine.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei poter aggiungere una precisazione a quanto sopra ( per la verità dovevo fare anche delle correzioni a questo intervento buttato giù in fretta , pensando fosse possibile riiguardarlo).<br />
Credo che l&#8217;idea di Patria arrivi al nostro risorgimento accompagnandosi all&#8217;idea di libertà. Così viene considerata nel nostro passato e così sarà interpretata nel pensiero illuminista. L&#8217;idea mazziniana per la quale non vi è patria dove &#8220;un sol uomo cerchi lavori e non trovi&#8221; può facilmente essere accostata all&#8217;idea di Patria di un De Bruyere che è chiamato a svolgerla per l&#8217;Enciclopedia. Allons enfant de la Patrie canta la Marsigliese; quella &#8220;patrie&#8221; è ciò che possiamo più modernamente chiamare lo stato-comunità, che nella nostra Costituzione è sottinteso quando si sente fa rriferimento alla Repubblica;&#8221; è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli ..&#8221;, per fare un esempio di tale uso dell&#8217;espressione Repubblica in un articolo di chiara derivazione mazziniana. In occasione del matrimonio della figlia Teresa ( la sua Teresita) con Stefano canzio, Garibaldi fu udito cantare un vecchio canto giacobino noto come Or che innalzato è l&#8217;albero. Ebbene in questo canto si afferma &#8221; un dolce amor di Patria  scende nei nostri cuori&#8221;. La Patria di Mazzini e di Garibaldi è la terra della libertà, è la Repubblica. In questo senso, un autentico patriottismo non può essere riconosciuto al risorgimento filosabaudo , più attento al bene della dinastia che, per l&#8217;appunto, a quello della Patria. In questo senso è la Patria di Mazzini e Garibaldi che poteva essere ritrovata dall&#8217;antifascismo e dalla Resistenza. L&#8217;altra patria, quella del nazionalismo monarchico prima e del fascismo poi, non aveva avuto pressochè nulla a che spartire con le radici più profonde della storia italiana. Una storia che seppe sempre ritrovare in faccia alle dittature i due Bruto, Olgiati, Pazzi, Strozzi, Fiesco, ed infine Mazzini  ed il repubblicanesimo. Di quanto quest&#8217;altra, più autentica Italia, saprà parlare alla sinistra del novecento e di quanto la sua storia finisca per costituirne il fiume carsico, penso sia il caso di parlarne con una apposita nota; magari quando le occasioni dell&#8217;attualità torneranno a far sentire l&#8217;esigenza di qualche nota a margine.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Le sinistre e l&#8217;identità nazionale di paolo penacchio</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/02/10/le-sinistre-e-lidentita-nazionale/#comment-88</link>
		<dc:creator>paolo penacchio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 02:10:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=58#comment-88</guid>
		<description>Credo che il problema del ritardo nella formazione di una identità nazionale abbia tra le sue origini ragioni anteriori alla nascita del socialismo marxista. Non dimentichiamo la forza opposizione di parte vaticana (prima e dopo il XX Settembre) alla formazione dell&#039;unità nazionale sia da porre tra queste cause. Ben noto è il sorgere del mito del Papa prigioniero. Ma vi fu un altro insigne personaggio la cui &quot;prigionia&quot; incise nel formarsi di un rifiuto dell&#039;identificazione dello stato da parte di una rilevante parte di cittadini. Quell&#039;altro prigioniero fu Giuseppe Garibaldi. La sua permanenza a Caprera, non di rado supersorvegliato dalla marina sabauda per timore dei suoi tentativi di liberare Roma, fu vista dai democratici come una mancanza di riconoscenza dei Savoia verso l&#039;uomo che aveva dato loro un regno, un voler impedire che le forze più vive della nazione potessero liberamente esprimersi. Uno stacco dunque tra l&#039;Italia ufficiale ed il sentire popolare. La morte di Mazzini, esule in patria sotto falso nome, contribuì anch&#039;essa ad aumentare queste distanzeL&#039;indifferenza dell&#039;Italia ufficiale e ,peggio ancora, il suo voler impedire la spontaneità della partecipazione popolare al passaggio della salma da Pisa a Genova, fu uno spettacolo di meschinità e di cecità. Basti ricordare come il futuro ministro del regno Fernando Martini fu costretto ad abbandonare l&#039;insegnamento perchè, non potendo ricordare il Mazzini politico, volle ricordare il valore letterario degli scritti mazziniani. Poi il &quot;feroce monarchico Bava&quot; fece il resto nello staccare stato e popolo. E , con esso, tutto l&#039;ambiente reazionario che gravitava attorno ad Umberto ed a Margherita. Certo con la Resistenza la parola Patria risuonò anche dove non ci si sarebbe forse attesa.&quot; Per l&#039;amor di patria ed il valor militare dimostrati&quot;  era la dizione on la quale saranno rilasciati i diplomi di medaglia partigiana delle brigate Garibaldi. Ed al nome dei martiri del risorgimento furono dedicati i nuovi battaglioni della libertà. Quando , dinnanzi all&#039;invasore tedesco, i lavoratori per lo più socialisti e comunisti delle grandi industrie del nord compirono il pacifico e non violento gesto dell&#039;incrociare le braccia non fu un segno di lotta di classe , ma fu patriottismo nel senso più autenticamente mazziniano del termine. Ed a Venezia gli uomini di G.L. andranno a porre fiori al mausoleo di Manin in piazzetta dei Leoni a ricordo di un&#039;altra lotta. Ed il veneto Giacomo Noventa, con bellissimi versi, canterà la solitudine dei profughi d&#039;Istria. La patria cento volte persa e ritrovata degli italiani , può rivivere solo nella consapevolezza delle ritrovate libertà repubblicane</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che il problema del ritardo nella formazione di una identità nazionale abbia tra le sue origini ragioni anteriori alla nascita del socialismo marxista. Non dimentichiamo la forza opposizione di parte vaticana (prima e dopo il XX Settembre) alla formazione dell&#8217;unità nazionale sia da porre tra queste cause. Ben noto è il sorgere del mito del Papa prigioniero. Ma vi fu un altro insigne personaggio la cui &#8220;prigionia&#8221; incise nel formarsi di un rifiuto dell&#8217;identificazione dello stato da parte di una rilevante parte di cittadini. Quell&#8217;altro prigioniero fu Giuseppe Garibaldi. La sua permanenza a Caprera, non di rado supersorvegliato dalla marina sabauda per timore dei suoi tentativi di liberare Roma, fu vista dai democratici come una mancanza di riconoscenza dei Savoia verso l&#8217;uomo che aveva dato loro un regno, un voler impedire che le forze più vive della nazione potessero liberamente esprimersi. Uno stacco dunque tra l&#8217;Italia ufficiale ed il sentire popolare. La morte di Mazzini, esule in patria sotto falso nome, contribuì anch&#8217;essa ad aumentare queste distanzeL&#8217;indifferenza dell&#8217;Italia ufficiale e ,peggio ancora, il suo voler impedire la spontaneità della partecipazione popolare al passaggio della salma da Pisa a Genova, fu uno spettacolo di meschinità e di cecità. Basti ricordare come il futuro ministro del regno Fernando Martini fu costretto ad abbandonare l&#8217;insegnamento perchè, non potendo ricordare il Mazzini politico, volle ricordare il valore letterario degli scritti mazziniani. Poi il &#8220;feroce monarchico Bava&#8221; fece il resto nello staccare stato e popolo. E , con esso, tutto l&#8217;ambiente reazionario che gravitava attorno ad Umberto ed a Margherita. Certo con la Resistenza la parola Patria risuonò anche dove non ci si sarebbe forse attesa.&#8221; Per l&#8217;amor di patria ed il valor militare dimostrati&#8221;  era la dizione on la quale saranno rilasciati i diplomi di medaglia partigiana delle brigate Garibaldi. Ed al nome dei martiri del risorgimento furono dedicati i nuovi battaglioni della libertà. Quando , dinnanzi all&#8217;invasore tedesco, i lavoratori per lo più socialisti e comunisti delle grandi industrie del nord compirono il pacifico e non violento gesto dell&#8217;incrociare le braccia non fu un segno di lotta di classe , ma fu patriottismo nel senso più autenticamente mazziniano del termine. Ed a Venezia gli uomini di G.L. andranno a porre fiori al mausoleo di Manin in piazzetta dei Leoni a ricordo di un&#8217;altra lotta. Ed il veneto Giacomo Noventa, con bellissimi versi, canterà la solitudine dei profughi d&#8217;Istria. La patria cento volte persa e ritrovata degli italiani , può rivivere solo nella consapevolezza delle ritrovate libertà repubblicane</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il dietro-front di Veltroni di &#8220;Noi l&#8217;avevamo detto&#8221;: il patetico dietro front del partito democratico &#171; Pasquale Caterisano Blog</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/05/20/il-dietro-front-di-veltroni/#comment-84</link>
		<dc:creator>&#8220;Noi l&#8217;avevamo detto&#8221;: il patetico dietro front del partito democratico &#171; Pasquale Caterisano Blog</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2008 09:22:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=80#comment-84</guid>
		<description>[...] Il dietro-front di Veltroni Pubblicato il Maggio 20, 2008 da P.Cat [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Il dietro-front di Veltroni Pubblicato il Maggio 20, 2008 da P.Cat [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Comunicato di &#8220;Autonomia repubblicana&#8221; e &#8220;Alleanza Laica&#8221; di Massimiliano</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/05/06/comunicato-di-autonomia-repubblicana-e-alleanza-laica/#comment-83</link>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 20:10:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=78#comment-83</guid>
		<description>Era ora, amici repubblicani, laici e progressisti, che si convocasse una riunione dell&#039;area politica più importante del Paese e che la si tenesse a Milano, ex culla del riformismo e del laicismo progressista italiani, ultimamente caduta in un oblìo leghista, populista e forzaitaliota delle proprie risorse e delle proprie radici.
Chi vi scrive è un vostro simpatizzante desideroso di tornare a fare politica per salvare l&#039;Italia dalla deriva clericale e per rilanciare le idee dell&#039;Illuminismo in un Paese di Controriformatori. Negli anni &#039;80 militante radicale, liberale di sinistra, nei &#039;90 ambientalista, dal 2000 costretto a votare l&#039;Ulivo e l&#039;Unione, alle ultime politiche ho dato il voto a Boselli perché rappresentava l&#039;unica voce laica fuori dal coro, ritengo che veramente ci sia da fare un grosso lavoro di ricucitura di tutta la terza forza: l&#039;area politica laica, repubblicana e socialista democratica, perché l&#039;Italia ne ha un enorme bisogno.
Per questi motivi plaudo alla vostra iniziativa per l&#039;8 giugno a Milano e mi auguro che vogliate renderla aperta, pubblica e il più possibile partecipata, comunicandoci luogo e orari dell&#039;incontro. Per quanto mi è possibile vedrò di esserci.

Un saluto e arrivederci a Milano

Massimiliano M.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Era ora, amici repubblicani, laici e progressisti, che si convocasse una riunione dell&#8217;area politica più importante del Paese e che la si tenesse a Milano, ex culla del riformismo e del laicismo progressista italiani, ultimamente caduta in un oblìo leghista, populista e forzaitaliota delle proprie risorse e delle proprie radici.<br />
Chi vi scrive è un vostro simpatizzante desideroso di tornare a fare politica per salvare l&#8217;Italia dalla deriva clericale e per rilanciare le idee dell&#8217;Illuminismo in un Paese di Controriformatori. Negli anni &#8216;80 militante radicale, liberale di sinistra, nei &#8216;90 ambientalista, dal 2000 costretto a votare l&#8217;Ulivo e l&#8217;Unione, alle ultime politiche ho dato il voto a Boselli perché rappresentava l&#8217;unica voce laica fuori dal coro, ritengo che veramente ci sia da fare un grosso lavoro di ricucitura di tutta la terza forza: l&#8217;area politica laica, repubblicana e socialista democratica, perché l&#8217;Italia ne ha un enorme bisogno.<br />
Per questi motivi plaudo alla vostra iniziativa per l&#8217;8 giugno a Milano e mi auguro che vogliate renderla aperta, pubblica e il più possibile partecipata, comunicandoci luogo e orari dell&#8217;incontro. Per quanto mi è possibile vedrò di esserci.</p>
<p>Un saluto e arrivederci a Milano</p>
<p>Massimiliano M.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Verso il 13 Aprile: il voto dei laici progressisti di Gabriel</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/03/11/verso-il-13-aprile-il-voto-dei-laici-progressisti/#comment-82</link>
		<dc:creator>Gabriel</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 20:13:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=73#comment-82</guid>
		<description>Io a voi non vi capisco proprio...
Io sono laico, liberale, progressista, repubblicano, democratico e voterò convintamente il Partito Democratico, senza alcun problema.
Voi avete votato Prodi quando era a capo di una coalizione comprendente Caruso e Mastella, dai clericali fino ai nostalgici dell&#039;URSS e adesso no veltroni no, avete un palato troppo raffinato..
Ma finiamola, ragazzi... 
Qui il pericolo è serio altri 5 anni di Berlusconi e senza nemmeno l&#039;UDC a moderare, con il probabile sostegno determinante dei fascisti, con Ciarrapico, con Tremonti che porta avanti le sue lotte contro &quot;la follia del libero mercato&quot;, con il protezionismo già mostrato con l&#039;Alitalia.
E voi fate i preziosetti...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io a voi non vi capisco proprio&#8230;<br />
Io sono laico, liberale, progressista, repubblicano, democratico e voterò convintamente il Partito Democratico, senza alcun problema.<br />
Voi avete votato Prodi quando era a capo di una coalizione comprendente Caruso e Mastella, dai clericali fino ai nostalgici dell&#8217;URSS e adesso no veltroni no, avete un palato troppo raffinato..<br />
Ma finiamola, ragazzi&#8230;<br />
Qui il pericolo è serio altri 5 anni di Berlusconi e senza nemmeno l&#8217;UDC a moderare, con il probabile sostegno determinante dei fascisti, con Ciarrapico, con Tremonti che porta avanti le sue lotte contro &#8220;la follia del libero mercato&#8221;, con il protezionismo già mostrato con l&#8217;Alitalia.<br />
E voi fate i preziosetti&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su L&#8217;UAAR e le elezioni politiche 2008 di Maurizio Cecconi</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/03/17/luaar-e-le-elezioni-politiche-2008/#comment-81</link>
		<dc:creator>Maurizio Cecconi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 12:23:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=74#comment-81</guid>
		<description>Elezioni politiche 2008: &lt;a href=&quot;http://www.puta.it/blog/2008/03/12/queer/parla-giulio/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;parla Giulio&lt;/a&gt;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Elezioni politiche 2008: <a href="http://www.puta.it/blog/2008/03/12/queer/parla-giulio/" rel="nofollow">parla Giulio</a>.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Gli orfani dell&#8217;ELDR &#8211; 2 di valter grossi</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/03/04/gli-orfani-delleldr-2/#comment-79</link>
		<dc:creator>valter grossi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 11:21:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=72#comment-79</guid>
		<description>Il dramma dei laici è sempre stato quello di non sapersi o volersi coordinare. Il risultato  è che, mentre oggi il PD si costruisce un profilo credibile attingendo a piene mani alle ricette de riformismo liberale,  a chi queste idee le ha sostenute con coerenza da sempre in condizioni minoritarie viene negata l&#039;agibilità politica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il dramma dei laici è sempre stato quello di non sapersi o volersi coordinare. Il risultato  è che, mentre oggi il PD si costruisce un profilo credibile attingendo a piene mani alle ricette de riformismo liberale,  a chi queste idee le ha sostenute con coerenza da sempre in condizioni minoritarie viene negata l&#8217;agibilità politica.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
