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	<title>Commenti per GiovinEuropa</title>
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	<description>Foglio europeo laico progressista</description>
	<lastBuildDate>Sat, 28 Feb 2009 00:28:31 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Un arrocco o un gambetto di regina? di francesco miglino</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2007/10/25/un-arrocco-o-un-gambetto-di-regina/#comment-101</link>
		<dc:creator>francesco miglino</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 00:28:31 +0000</pubDate>
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		<description>IN NOME DEL FESTIVAL DI SAN REMO

Nella competizione con Paesi la cui  classe politica incentiva la crescita culturale dei propri cittadini, il Popolo italiano e le nuove generazioni pagheranno a caro prezzo  l&#039; espropriazione dalla consapevolezza sociale e culturale perseguita forsennatamente da gruppi di potere con una      onnipresente ed incalzante “industria della distrazione di massa per la creazione di teste vuote”, che non lascia aperture  alla conoscenza ed alla riflessione sui problemi  veri posti della società contemporanea.  

Agli Italiani che  notoriamente  non leggono, le televisioni, scandalosamente omologate, infliggono quotidianamente notizie filtrate  che non li informano, ma sapientemente li distraggono a suon di canzoni, li alienano,  li avviliscono, li aizzano con servizi su fatti di cronaca fisiologici alle società complesse, artatamente enfatizzati e volgarmente strumentalizzati. In  estenuanti esposizioni mediatiche,  Parlamentari che fondano la carriera politica istigando all&#039; odio sono pronti a cavalcare le emozioni  per  invocare  leggi repressive che  spesso calpestano i diritti dell&#039; Uomo.   

Gravissime sono le responsabilità di tutti coloro che alimentano l&#039; “industria della distrazione per la creazione di teste vuote”, che con la disinformazione mutilano i cittadini della partecipazione consapevole ai problemi reali della propria comunità e precipitano il  Paese nel più grave decadimento civile dopo il fascismo. 
In questo contesto,  particolare valore assume quanto enunciato nell&#039; articolo 16 del programma del partito internettiano: 
“lotta frontale ai mass media ed agli operatori che consapevolmente si prestano a diffondere trasmissioni artatamente devastanti , concepite per sviare la mente e privare, soprattutto i giovani, del tempo prezioso della formazione culturale, dell&#039;esercizio del senso critico, della riflessione e della visione responsabile dei problemi sociali; giovani ridotti a indifesi ricettori di comportamenti dissennati, temi futili e pulsioni babbuinesche, condannati alla passività  e all’asservimento   come unica risposta al  controllo e all&#039;aggressione esercitati impunemente dai poteri forti sulla società civile tramite i mass media.
Francesco Miglino
segretario del partito internettiano 
partito internettiano  via Torelli Viollier, 33 - 20125 - MILANO
www.partitointernettiano.it - partitointernettiano@gmail.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>IN NOME DEL FESTIVAL DI SAN REMO</p>
<p>Nella competizione con Paesi la cui  classe politica incentiva la crescita culturale dei propri cittadini, il Popolo italiano e le nuove generazioni pagheranno a caro prezzo  l&#8217; espropriazione dalla consapevolezza sociale e culturale perseguita forsennatamente da gruppi di potere con una      onnipresente ed incalzante “industria della distrazione di massa per la creazione di teste vuote”, che non lascia aperture  alla conoscenza ed alla riflessione sui problemi  veri posti della società contemporanea.  </p>
<p>Agli Italiani che  notoriamente  non leggono, le televisioni, scandalosamente omologate, infliggono quotidianamente notizie filtrate  che non li informano, ma sapientemente li distraggono a suon di canzoni, li alienano,  li avviliscono, li aizzano con servizi su fatti di cronaca fisiologici alle società complesse, artatamente enfatizzati e volgarmente strumentalizzati. In  estenuanti esposizioni mediatiche,  Parlamentari che fondano la carriera politica istigando all&#8217; odio sono pronti a cavalcare le emozioni  per  invocare  leggi repressive che  spesso calpestano i diritti dell&#8217; Uomo.   </p>
<p>Gravissime sono le responsabilità di tutti coloro che alimentano l&#8217; “industria della distrazione per la creazione di teste vuote”, che con la disinformazione mutilano i cittadini della partecipazione consapevole ai problemi reali della propria comunità e precipitano il  Paese nel più grave decadimento civile dopo il fascismo.<br />
In questo contesto,  particolare valore assume quanto enunciato nell&#8217; articolo 16 del programma del partito internettiano:<br />
“lotta frontale ai mass media ed agli operatori che consapevolmente si prestano a diffondere trasmissioni artatamente devastanti , concepite per sviare la mente e privare, soprattutto i giovani, del tempo prezioso della formazione culturale, dell&#8217;esercizio del senso critico, della riflessione e della visione responsabile dei problemi sociali; giovani ridotti a indifesi ricettori di comportamenti dissennati, temi futili e pulsioni babbuinesche, condannati alla passività  e all’asservimento   come unica risposta al  controllo e all&#8217;aggressione esercitati impunemente dai poteri forti sulla società civile tramite i mass media.<br />
Francesco Miglino<br />
segretario del partito internettiano<br />
partito internettiano  via Torelli Viollier, 33 &#8211; 20125 &#8211; MILANO<br />
<a href="http://www.partitointernettiano.it" rel="nofollow">http://www.partitointernettiano.it</a> &#8211; <a href="mailto:partitointernettiano@gmail.com">partitointernettiano@gmail.com</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il percorso di Autonomia repubblicana di Pasquale</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/09/06/il-percorso-di-autonomia-repubblicana/#comment-98</link>
		<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 11:23:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=87#comment-98</guid>
		<description>...altra cosa: veramente patetici quegli pseudo moderatori del forum mre su pol.net!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;altra cosa: veramente patetici quegli pseudo moderatori del forum mre su pol.net!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il percorso di Autonomia repubblicana di Pasquale</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/09/06/il-percorso-di-autonomia-repubblicana/#comment-97</link>
		<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 11:21:48 +0000</pubDate>
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		<description>Corretta è l&#039;indicazione del &quot;target&quot; a destra del pd ovvero al centro laico li dove c&#039;è il consenso per noi, li e non in altri posti, dove qualche nostro simpatizzante vorrebbe portarci. Li vi è humus per zapateristi e bertinottiani, non per noi!

Chi mi fa il favore di dire a quel xi febbraio sul forum comunista di POL.net che Alleanza Laica non si è accasata con nessuno? ma STA INTELLIGENTEMENTE CERCANDO UN CONTENITORE PER POTER OPERARE E FARE PROSELITISMO LAICO per poi poter ripartire autonomamente con una certa consistenza e robustezza di spalle?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Corretta è l&#8217;indicazione del &#8220;target&#8221; a destra del pd ovvero al centro laico li dove c&#8217;è il consenso per noi, li e non in altri posti, dove qualche nostro simpatizzante vorrebbe portarci. Li vi è humus per zapateristi e bertinottiani, non per noi!</p>
<p>Chi mi fa il favore di dire a quel xi febbraio sul forum comunista di POL.net che Alleanza Laica non si è accasata con nessuno? ma STA INTELLIGENTEMENTE CERCANDO UN CONTENITORE PER POTER OPERARE E FARE PROSELITISMO LAICO per poi poter ripartire autonomamente con una certa consistenza e robustezza di spalle?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La massoneria rende omaggio all&#8217;eroe dei due mondi di paolo penacchio</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2007/09/20/la-massoneria-rende-omaggio-all%e2%80%99eroe-dei-due-mondi/#comment-96</link>
		<dc:creator>paolo penacchio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Aug 2008 01:08:02 +0000</pubDate>
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		<description>pochi ricordano come le insegne massoniche della statua di Garibaldi al Gianicolo furono tolte durante il periodo fascista. Nemmeno nel bicentenario della nascita sono state riposte. Del resto nel corso delle manifestazioni per il centenario non è che le autorità politiche si siano sprecate. E, quasi, un anno dopo quel centenario si cerca di togliere le lapidi che lo ricordano in tante città, cittadine e paesi d&#039;Italia. Leghisti ed autonomisti siciliani fanno a gara in chi copre di maggior numero di insulti il vecchio patriota e democratico a fianco del quale si erano lungamente schierate le forze progressiste italiane. 
Un tempo a quanti parlavano male di Gartibaldi si chiedeva se avessero studiato dai preti. Forse era così: ma, per lo meno, avevano studiato. Oggi  bastano due righe raccolte da chi sa quale sito internet per sentirsi in diritto di sentirsi dei professori di storia. Figurarsi a provar di spiegare il perchè di quelle insegne e del perchè sia giusto che vadano rimesse là dove uomini che lottavano per il bene ed il progresso dell&#039;umanità avevano voluto collocarle.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>pochi ricordano come le insegne massoniche della statua di Garibaldi al Gianicolo furono tolte durante il periodo fascista. Nemmeno nel bicentenario della nascita sono state riposte. Del resto nel corso delle manifestazioni per il centenario non è che le autorità politiche si siano sprecate. E, quasi, un anno dopo quel centenario si cerca di togliere le lapidi che lo ricordano in tante città, cittadine e paesi d&#8217;Italia. Leghisti ed autonomisti siciliani fanno a gara in chi copre di maggior numero di insulti il vecchio patriota e democratico a fianco del quale si erano lungamente schierate le forze progressiste italiane.<br />
Un tempo a quanti parlavano male di Gartibaldi si chiedeva se avessero studiato dai preti. Forse era così: ma, per lo meno, avevano studiato. Oggi  bastano due righe raccolte da chi sa quale sito internet per sentirsi in diritto di sentirsi dei professori di storia. Figurarsi a provar di spiegare il perchè di quelle insegne e del perchè sia giusto che vadano rimesse là dove uomini che lottavano per il bene ed il progresso dell&#8217;umanità avevano voluto collocarle.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Partito democratico, non neutro! di paolo penacchio</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/06/11/partito-democratico-non-neutro/#comment-92</link>
		<dc:creator>paolo penacchio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 13:37:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=81#comment-92</guid>
		<description>non mi sembra che il non volere che il PD aderisca all&#039;internazionale socialista risolva completamente il problema in un modo preciso: E poi,  questo cosa significa per il MRE? Forse che se il PD non aderisce al socialismo internazionale noi possiamo entrare nel PD, o continuare a farne parte come sembrerebbeda alcuni passi dell&#039;articolo? E come ci collochiamo rispetto all&#039;idea di una fusione tra internazionale socialista e partiti di scuola democratica? 
( ovviamente non è questa la nota a cui accennavo, ma solo una precisazione che mi è venuta spontanea nel rileggere quanto da me scritto).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non mi sembra che il non volere che il PD aderisca all&#8217;internazionale socialista risolva completamente il problema in un modo preciso: E poi,  questo cosa significa per il MRE? Forse che se il PD non aderisce al socialismo internazionale noi possiamo entrare nel PD, o continuare a farne parte come sembrerebbeda alcuni passi dell&#8217;articolo? E come ci collochiamo rispetto all&#8217;idea di una fusione tra internazionale socialista e partiti di scuola democratica?<br />
( ovviamente non è questa la nota a cui accennavo, ma solo una precisazione che mi è venuta spontanea nel rileggere quanto da me scritto).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Partito democratico, non neutro! di paolo penacchio</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/06/11/partito-democratico-non-neutro/#comment-91</link>
		<dc:creator>paolo penacchio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 13:29:41 +0000</pubDate>
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		<description>Ritengo che questo articolo sia positivo per quel tanto che indica una tendenza da parte della segreteria del MRE di cambiare registro. Va però detto che alcune delle osservazioni in esso contenuto erano fattibili già da prima dell&#039;inizio della scorsa campagna elettorale. 
L&#039;aver operato, in quell&#039;occasione, tenendo anche conto della possibilità di acquisire dei seggi parlamentari ha una sua logica interna rispetto alla quale sono abbastanza critico , ma non vorrei soffermarmi, in questa nota, su tale aspetto. Comunque sia, mi sembra che questo articolo non risolva alcuni dei nodi rispetto ai quali dovrà svolgersi l&#039;azione repubblicana del prossimo periodo. 
Vi è, innanzitutto, da chiarire il ruolo del MRE rispetto al PD. Una chiarezza che dev essere fatta anche per capire se il MRE può ancora essere considerato un partito politico od una sorta di associazione mazziniana a cui è consentito intervenire nel campo della politica e con una preferenza per il centro-sinistra. Scelta che può essere anche interessante, ma che deve essere dichiarata esplicitamente. 
L&#039;altra ipotesi è quella di un MRE che voglia essere partito politico e scegliere in autonomia, a seconda dei suoi deliberati congressuali e di consiglio nazionale, il campo delle alleanze e delle eventuali federazioni a cui aderire. Se si ritiene valida questa seconda ipotesi l&#039;MRE dovrà spiegare perchè dei suoi iscritti hanno partecipato alle votazioni, anche candidandosi, per gli organi del PD. Se qualcuno è favorevole al sistema della doppia tessera che venga precisato , e magari anche se vale solo per il PD o anche per altre formazioni.
Ma quel che più preoccupa è che non viene risolto il nodo politico; nel mentre si afferma che il PD nonsa scegliere tra via liberal-democratica e quella social-democratica, non si dice quale scelta si ritiene pù opportuna per il MRE. Forse quella mancanza di identità e di capacità di utilizzare potenzialità che le stesse comportano, ha colpito anche lo stesso MRE, Per non sfuggire, a mia volta, a tale nodo mi permetterò di aproffitare della vostra cortese attenzione in una prossima nota (anche perchè temo sempre che si cancelli il tutto).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ritengo che questo articolo sia positivo per quel tanto che indica una tendenza da parte della segreteria del MRE di cambiare registro. Va però detto che alcune delle osservazioni in esso contenuto erano fattibili già da prima dell&#8217;inizio della scorsa campagna elettorale.<br />
L&#8217;aver operato, in quell&#8217;occasione, tenendo anche conto della possibilità di acquisire dei seggi parlamentari ha una sua logica interna rispetto alla quale sono abbastanza critico , ma non vorrei soffermarmi, in questa nota, su tale aspetto. Comunque sia, mi sembra che questo articolo non risolva alcuni dei nodi rispetto ai quali dovrà svolgersi l&#8217;azione repubblicana del prossimo periodo.<br />
Vi è, innanzitutto, da chiarire il ruolo del MRE rispetto al PD. Una chiarezza che dev essere fatta anche per capire se il MRE può ancora essere considerato un partito politico od una sorta di associazione mazziniana a cui è consentito intervenire nel campo della politica e con una preferenza per il centro-sinistra. Scelta che può essere anche interessante, ma che deve essere dichiarata esplicitamente.<br />
L&#8217;altra ipotesi è quella di un MRE che voglia essere partito politico e scegliere in autonomia, a seconda dei suoi deliberati congressuali e di consiglio nazionale, il campo delle alleanze e delle eventuali federazioni a cui aderire. Se si ritiene valida questa seconda ipotesi l&#8217;MRE dovrà spiegare perchè dei suoi iscritti hanno partecipato alle votazioni, anche candidandosi, per gli organi del PD. Se qualcuno è favorevole al sistema della doppia tessera che venga precisato , e magari anche se vale solo per il PD o anche per altre formazioni.<br />
Ma quel che più preoccupa è che non viene risolto il nodo politico; nel mentre si afferma che il PD nonsa scegliere tra via liberal-democratica e quella social-democratica, non si dice quale scelta si ritiene pù opportuna per il MRE. Forse quella mancanza di identità e di capacità di utilizzare potenzialità che le stesse comportano, ha colpito anche lo stesso MRE, Per non sfuggire, a mia volta, a tale nodo mi permetterò di aproffitare della vostra cortese attenzione in una prossima nota (anche perchè temo sempre che si cancelli il tutto).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Bellissime: dal 1960 ad oggi dalla parte di lei di paolo penacchio</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/02/18/bellissime-dal-1960-ad-oggi-dalla-parte-di-lei/#comment-90</link>
		<dc:creator>paolo penacchio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 02:19:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=61#comment-90</guid>
		<description>Non ho visto il film e, a leggere il bell&#039;articolo che lo descrive, me ne dispiace.  Viene posto il problema del perchè le donne non abbiano colto l&#039;occasione di Tangentopoli per sostituirsi a gran parte della classe politica. Credo che non poca causa sia stata la modifica del sistema elettorale. Il proporzionale con più voti di preferenza, dopo gli anni del rodaggio del sistema ed i guai dovuti ad una democrazia bloccata da cause che esulavano dal sistema elettorale stesso ( erano cause storiche che ci avevano portato ad avere contemporaneamente il più grande  partito comunista, oltre che il più grande partito confessionale e neo-fascista) il sistema dei voti di preferenza cominciava a funzionare e lo slogan donna vota donna era certo, per il suo rivolgersi alla volontà delle elettrici e non affidarsi a vincoli di legge, meno autoghetizzante delle successive proposte di quote rosa. Il parlamento in quell&#039;ultimo squarcio della così detta prima repubblica ebbe una significativa presenza femminile, che tutto lasciava presagire sarebbe stata destinata ad aumentare. Ma il nuovo sistema elettorale affidò alle segreterie dei partiti quelle che più che come candidature si delinearono da subito come autentiche nomine; e la presenza femminile, come quella di esponenti della società civile che cominciavano ad essere presi in considerazione, fu ben presto relegata ad un ruolo di immagine utile ad acchialappiare voti femminili. Si andò ad un sistema elettorale che, allo stato presente della legislazione, obbliga, chi vuol acquistare una buona bottiglia di barolo, a comperare anche alcune bottiglie di vino andato in aceto. Così se vuoi, che so, Rosy Bindi devi votare anche per cinque esimi sconosciuti. Certo non è stato solo il mondo femminile ad essere  depotenziato, ma tutto il processo democratico. Solo che una stagione che sembrava aprirsi per il mondo femminile si è trasformata  in qualcosa di profondamente diverso e nel quale l&#039;omogeneizzazione ai valori ( quando di questi si tratta) dominanti nel gruppo prevalgono sulle speranze delle bellissime.
Nell&#039;articolo si è osservato come non esista nella lingua italiana una parola che, come c&#039;è per chi subisce la morte d&#039;un genitore o d&#039;un marito, sia in grado di descrivere lo stato di chi ha perso un figlio. Una condizione tanto drammatica, mi viene in mente il bel libro di Arrigo Benedetti, quanto priva di un termine che la denoti con immediatezza d&#039;immagine. Mi stavo chiedendo se in altre lingue questo termine sia rintracciabile, forse queste lingue sarebbero espressive anche di un mondo in cui questo dramma potrebbe essere ricondotto a parola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho visto il film e, a leggere il bell&#8217;articolo che lo descrive, me ne dispiace.  Viene posto il problema del perchè le donne non abbiano colto l&#8217;occasione di Tangentopoli per sostituirsi a gran parte della classe politica. Credo che non poca causa sia stata la modifica del sistema elettorale. Il proporzionale con più voti di preferenza, dopo gli anni del rodaggio del sistema ed i guai dovuti ad una democrazia bloccata da cause che esulavano dal sistema elettorale stesso ( erano cause storiche che ci avevano portato ad avere contemporaneamente il più grande  partito comunista, oltre che il più grande partito confessionale e neo-fascista) il sistema dei voti di preferenza cominciava a funzionare e lo slogan donna vota donna era certo, per il suo rivolgersi alla volontà delle elettrici e non affidarsi a vincoli di legge, meno autoghetizzante delle successive proposte di quote rosa. Il parlamento in quell&#8217;ultimo squarcio della così detta prima repubblica ebbe una significativa presenza femminile, che tutto lasciava presagire sarebbe stata destinata ad aumentare. Ma il nuovo sistema elettorale affidò alle segreterie dei partiti quelle che più che come candidature si delinearono da subito come autentiche nomine; e la presenza femminile, come quella di esponenti della società civile che cominciavano ad essere presi in considerazione, fu ben presto relegata ad un ruolo di immagine utile ad acchialappiare voti femminili. Si andò ad un sistema elettorale che, allo stato presente della legislazione, obbliga, chi vuol acquistare una buona bottiglia di barolo, a comperare anche alcune bottiglie di vino andato in aceto. Così se vuoi, che so, Rosy Bindi devi votare anche per cinque esimi sconosciuti. Certo non è stato solo il mondo femminile ad essere  depotenziato, ma tutto il processo democratico. Solo che una stagione che sembrava aprirsi per il mondo femminile si è trasformata  in qualcosa di profondamente diverso e nel quale l&#8217;omogeneizzazione ai valori ( quando di questi si tratta) dominanti nel gruppo prevalgono sulle speranze delle bellissime.<br />
Nell&#8217;articolo si è osservato come non esista nella lingua italiana una parola che, come c&#8217;è per chi subisce la morte d&#8217;un genitore o d&#8217;un marito, sia in grado di descrivere lo stato di chi ha perso un figlio. Una condizione tanto drammatica, mi viene in mente il bel libro di Arrigo Benedetti, quanto priva di un termine che la denoti con immediatezza d&#8217;immagine. Mi stavo chiedendo se in altre lingue questo termine sia rintracciabile, forse queste lingue sarebbero espressive anche di un mondo in cui questo dramma potrebbe essere ricondotto a parola.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Le sinistre e l&#8217;identità nazionale di paolo penacchio</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/02/10/le-sinistre-e-lidentita-nazionale/#comment-89</link>
		<dc:creator>paolo penacchio</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 01:46:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=58#comment-89</guid>
		<description>Vorrei poter aggiungere una precisazione a quanto sopra ( per la verità dovevo fare anche delle correzioni a questo intervento buttato giù in fretta , pensando fosse possibile riiguardarlo). 
Credo che l&#039;idea di Patria arrivi al nostro risorgimento accompagnandosi all&#039;idea di libertà. Così viene considerata nel nostro passato e così sarà interpretata nel pensiero illuminista. L&#039;idea mazziniana per la quale non vi è patria dove &quot;un sol uomo cerchi lavori e non trovi&quot; può facilmente essere accostata all&#039;idea di Patria di un De Bruyere che è chiamato a svolgerla per l&#039;Enciclopedia. Allons enfant de la Patrie canta la Marsigliese; quella &quot;patrie&quot; è ciò che possiamo più modernamente chiamare lo stato-comunità, che nella nostra Costituzione è sottinteso quando si sente fa rriferimento alla Repubblica;&quot; è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli ..&quot;, per fare un esempio di tale uso dell&#039;espressione Repubblica in un articolo di chiara derivazione mazziniana. In occasione del matrimonio della figlia Teresa ( la sua Teresita) con Stefano canzio, Garibaldi fu udito cantare un vecchio canto giacobino noto come Or che innalzato è l&#039;albero. Ebbene in questo canto si afferma &quot; un dolce amor di Patria  scende nei nostri cuori&quot;. La Patria di Mazzini e di Garibaldi è la terra della libertà, è la Repubblica. In questo senso, un autentico patriottismo non può essere riconosciuto al risorgimento filosabaudo , più attento al bene della dinastia che, per l&#039;appunto, a quello della Patria. In questo senso è la Patria di Mazzini e Garibaldi che poteva essere ritrovata dall&#039;antifascismo e dalla Resistenza. L&#039;altra patria, quella del nazionalismo monarchico prima e del fascismo poi, non aveva avuto pressochè nulla a che spartire con le radici più profonde della storia italiana. Una storia che seppe sempre ritrovare in faccia alle dittature i due Bruto, Olgiati, Pazzi, Strozzi, Fiesco, ed infine Mazzini  ed il repubblicanesimo. Di quanto quest&#039;altra, più autentica Italia, saprà parlare alla sinistra del novecento e di quanto la sua storia finisca per costituirne il fiume carsico, penso sia il caso di parlarne con una apposita nota; magari quando le occasioni dell&#039;attualità torneranno a far sentire l&#039;esigenza di qualche nota a margine.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei poter aggiungere una precisazione a quanto sopra ( per la verità dovevo fare anche delle correzioni a questo intervento buttato giù in fretta , pensando fosse possibile riiguardarlo).<br />
Credo che l&#8217;idea di Patria arrivi al nostro risorgimento accompagnandosi all&#8217;idea di libertà. Così viene considerata nel nostro passato e così sarà interpretata nel pensiero illuminista. L&#8217;idea mazziniana per la quale non vi è patria dove &#8220;un sol uomo cerchi lavori e non trovi&#8221; può facilmente essere accostata all&#8217;idea di Patria di un De Bruyere che è chiamato a svolgerla per l&#8217;Enciclopedia. Allons enfant de la Patrie canta la Marsigliese; quella &#8220;patrie&#8221; è ciò che possiamo più modernamente chiamare lo stato-comunità, che nella nostra Costituzione è sottinteso quando si sente fa rriferimento alla Repubblica;&#8221; è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli ..&#8221;, per fare un esempio di tale uso dell&#8217;espressione Repubblica in un articolo di chiara derivazione mazziniana. In occasione del matrimonio della figlia Teresa ( la sua Teresita) con Stefano canzio, Garibaldi fu udito cantare un vecchio canto giacobino noto come Or che innalzato è l&#8217;albero. Ebbene in questo canto si afferma &#8221; un dolce amor di Patria  scende nei nostri cuori&#8221;. La Patria di Mazzini e di Garibaldi è la terra della libertà, è la Repubblica. In questo senso, un autentico patriottismo non può essere riconosciuto al risorgimento filosabaudo , più attento al bene della dinastia che, per l&#8217;appunto, a quello della Patria. In questo senso è la Patria di Mazzini e Garibaldi che poteva essere ritrovata dall&#8217;antifascismo e dalla Resistenza. L&#8217;altra patria, quella del nazionalismo monarchico prima e del fascismo poi, non aveva avuto pressochè nulla a che spartire con le radici più profonde della storia italiana. Una storia che seppe sempre ritrovare in faccia alle dittature i due Bruto, Olgiati, Pazzi, Strozzi, Fiesco, ed infine Mazzini  ed il repubblicanesimo. Di quanto quest&#8217;altra, più autentica Italia, saprà parlare alla sinistra del novecento e di quanto la sua storia finisca per costituirne il fiume carsico, penso sia il caso di parlarne con una apposita nota; magari quando le occasioni dell&#8217;attualità torneranno a far sentire l&#8217;esigenza di qualche nota a margine.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Le sinistre e l&#8217;identità nazionale di paolo penacchio</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/02/10/le-sinistre-e-lidentita-nazionale/#comment-88</link>
		<dc:creator>paolo penacchio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 02:10:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=58#comment-88</guid>
		<description>Credo che il problema del ritardo nella formazione di una identità nazionale abbia tra le sue origini ragioni anteriori alla nascita del socialismo marxista. Non dimentichiamo la forza opposizione di parte vaticana (prima e dopo il XX Settembre) alla formazione dell&#039;unità nazionale sia da porre tra queste cause. Ben noto è il sorgere del mito del Papa prigioniero. Ma vi fu un altro insigne personaggio la cui &quot;prigionia&quot; incise nel formarsi di un rifiuto dell&#039;identificazione dello stato da parte di una rilevante parte di cittadini. Quell&#039;altro prigioniero fu Giuseppe Garibaldi. La sua permanenza a Caprera, non di rado supersorvegliato dalla marina sabauda per timore dei suoi tentativi di liberare Roma, fu vista dai democratici come una mancanza di riconoscenza dei Savoia verso l&#039;uomo che aveva dato loro un regno, un voler impedire che le forze più vive della nazione potessero liberamente esprimersi. Uno stacco dunque tra l&#039;Italia ufficiale ed il sentire popolare. La morte di Mazzini, esule in patria sotto falso nome, contribuì anch&#039;essa ad aumentare queste distanzeL&#039;indifferenza dell&#039;Italia ufficiale e ,peggio ancora, il suo voler impedire la spontaneità della partecipazione popolare al passaggio della salma da Pisa a Genova, fu uno spettacolo di meschinità e di cecità. Basti ricordare come il futuro ministro del regno Fernando Martini fu costretto ad abbandonare l&#039;insegnamento perchè, non potendo ricordare il Mazzini politico, volle ricordare il valore letterario degli scritti mazziniani. Poi il &quot;feroce monarchico Bava&quot; fece il resto nello staccare stato e popolo. E , con esso, tutto l&#039;ambiente reazionario che gravitava attorno ad Umberto ed a Margherita. Certo con la Resistenza la parola Patria risuonò anche dove non ci si sarebbe forse attesa.&quot; Per l&#039;amor di patria ed il valor militare dimostrati&quot;  era la dizione on la quale saranno rilasciati i diplomi di medaglia partigiana delle brigate Garibaldi. Ed al nome dei martiri del risorgimento furono dedicati i nuovi battaglioni della libertà. Quando , dinnanzi all&#039;invasore tedesco, i lavoratori per lo più socialisti e comunisti delle grandi industrie del nord compirono il pacifico e non violento gesto dell&#039;incrociare le braccia non fu un segno di lotta di classe , ma fu patriottismo nel senso più autenticamente mazziniano del termine. Ed a Venezia gli uomini di G.L. andranno a porre fiori al mausoleo di Manin in piazzetta dei Leoni a ricordo di un&#039;altra lotta. Ed il veneto Giacomo Noventa, con bellissimi versi, canterà la solitudine dei profughi d&#039;Istria. La patria cento volte persa e ritrovata degli italiani , può rivivere solo nella consapevolezza delle ritrovate libertà repubblicane</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che il problema del ritardo nella formazione di una identità nazionale abbia tra le sue origini ragioni anteriori alla nascita del socialismo marxista. Non dimentichiamo la forza opposizione di parte vaticana (prima e dopo il XX Settembre) alla formazione dell&#8217;unità nazionale sia da porre tra queste cause. Ben noto è il sorgere del mito del Papa prigioniero. Ma vi fu un altro insigne personaggio la cui &#8220;prigionia&#8221; incise nel formarsi di un rifiuto dell&#8217;identificazione dello stato da parte di una rilevante parte di cittadini. Quell&#8217;altro prigioniero fu Giuseppe Garibaldi. La sua permanenza a Caprera, non di rado supersorvegliato dalla marina sabauda per timore dei suoi tentativi di liberare Roma, fu vista dai democratici come una mancanza di riconoscenza dei Savoia verso l&#8217;uomo che aveva dato loro un regno, un voler impedire che le forze più vive della nazione potessero liberamente esprimersi. Uno stacco dunque tra l&#8217;Italia ufficiale ed il sentire popolare. La morte di Mazzini, esule in patria sotto falso nome, contribuì anch&#8217;essa ad aumentare queste distanzeL&#8217;indifferenza dell&#8217;Italia ufficiale e ,peggio ancora, il suo voler impedire la spontaneità della partecipazione popolare al passaggio della salma da Pisa a Genova, fu uno spettacolo di meschinità e di cecità. Basti ricordare come il futuro ministro del regno Fernando Martini fu costretto ad abbandonare l&#8217;insegnamento perchè, non potendo ricordare il Mazzini politico, volle ricordare il valore letterario degli scritti mazziniani. Poi il &#8220;feroce monarchico Bava&#8221; fece il resto nello staccare stato e popolo. E , con esso, tutto l&#8217;ambiente reazionario che gravitava attorno ad Umberto ed a Margherita. Certo con la Resistenza la parola Patria risuonò anche dove non ci si sarebbe forse attesa.&#8221; Per l&#8217;amor di patria ed il valor militare dimostrati&#8221;  era la dizione on la quale saranno rilasciati i diplomi di medaglia partigiana delle brigate Garibaldi. Ed al nome dei martiri del risorgimento furono dedicati i nuovi battaglioni della libertà. Quando , dinnanzi all&#8217;invasore tedesco, i lavoratori per lo più socialisti e comunisti delle grandi industrie del nord compirono il pacifico e non violento gesto dell&#8217;incrociare le braccia non fu un segno di lotta di classe , ma fu patriottismo nel senso più autenticamente mazziniano del termine. Ed a Venezia gli uomini di G.L. andranno a porre fiori al mausoleo di Manin in piazzetta dei Leoni a ricordo di un&#8217;altra lotta. Ed il veneto Giacomo Noventa, con bellissimi versi, canterà la solitudine dei profughi d&#8217;Istria. La patria cento volte persa e ritrovata degli italiani , può rivivere solo nella consapevolezza delle ritrovate libertà repubblicane</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Commenti su Il dietro-front di Veltroni di &#8220;Noi l&#8217;avevamo detto&#8221;: il patetico dietro front del partito democratico &#171; Pasquale Caterisano Blog</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/05/20/il-dietro-front-di-veltroni/#comment-84</link>
		<dc:creator>&#8220;Noi l&#8217;avevamo detto&#8221;: il patetico dietro front del partito democratico &#171; Pasquale Caterisano Blog</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 May 2008 09:22:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=80#comment-84</guid>
		<description>[...] Il dietro-front di Veltroni Pubblicato il Maggio 20, 2008 da P.Cat [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Il dietro-front di Veltroni Pubblicato il Maggio 20, 2008 da P.Cat [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Comunicato di &#8220;Autonomia repubblicana&#8221; e &#8220;Alleanza Laica&#8221; di Massimiliano</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/05/06/comunicato-di-autonomia-repubblicana-e-alleanza-laica/#comment-83</link>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 May 2008 20:10:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=78#comment-83</guid>
		<description>Era ora, amici repubblicani, laici e progressisti, che si convocasse una riunione dell&#039;area politica più importante del Paese e che la si tenesse a Milano, ex culla del riformismo e del laicismo progressista italiani, ultimamente caduta in un oblìo leghista, populista e forzaitaliota delle proprie risorse e delle proprie radici.
Chi vi scrive è un vostro simpatizzante desideroso di tornare a fare politica per salvare l&#039;Italia dalla deriva clericale e per rilanciare le idee dell&#039;Illuminismo in un Paese di Controriformatori. Negli anni &#039;80 militante radicale, liberale di sinistra, nei &#039;90 ambientalista, dal 2000 costretto a votare l&#039;Ulivo e l&#039;Unione, alle ultime politiche ho dato il voto a Boselli perché rappresentava l&#039;unica voce laica fuori dal coro, ritengo che veramente ci sia da fare un grosso lavoro di ricucitura di tutta la terza forza: l&#039;area politica laica, repubblicana e socialista democratica, perché l&#039;Italia ne ha un enorme bisogno.
Per questi motivi plaudo alla vostra iniziativa per l&#039;8 giugno a Milano e mi auguro che vogliate renderla aperta, pubblica e il più possibile partecipata, comunicandoci luogo e orari dell&#039;incontro. Per quanto mi è possibile vedrò di esserci.

Un saluto e arrivederci a Milano

Massimiliano M.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Era ora, amici repubblicani, laici e progressisti, che si convocasse una riunione dell&#8217;area politica più importante del Paese e che la si tenesse a Milano, ex culla del riformismo e del laicismo progressista italiani, ultimamente caduta in un oblìo leghista, populista e forzaitaliota delle proprie risorse e delle proprie radici.<br />
Chi vi scrive è un vostro simpatizzante desideroso di tornare a fare politica per salvare l&#8217;Italia dalla deriva clericale e per rilanciare le idee dell&#8217;Illuminismo in un Paese di Controriformatori. Negli anni &#8216;80 militante radicale, liberale di sinistra, nei &#8216;90 ambientalista, dal 2000 costretto a votare l&#8217;Ulivo e l&#8217;Unione, alle ultime politiche ho dato il voto a Boselli perché rappresentava l&#8217;unica voce laica fuori dal coro, ritengo che veramente ci sia da fare un grosso lavoro di ricucitura di tutta la terza forza: l&#8217;area politica laica, repubblicana e socialista democratica, perché l&#8217;Italia ne ha un enorme bisogno.<br />
Per questi motivi plaudo alla vostra iniziativa per l&#8217;8 giugno a Milano e mi auguro che vogliate renderla aperta, pubblica e il più possibile partecipata, comunicandoci luogo e orari dell&#8217;incontro. Per quanto mi è possibile vedrò di esserci.</p>
<p>Un saluto e arrivederci a Milano</p>
<p>Massimiliano M.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Verso il 13 Aprile: il voto dei laici progressisti di Gabriel</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/03/11/verso-il-13-aprile-il-voto-dei-laici-progressisti/#comment-82</link>
		<dc:creator>Gabriel</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 20:13:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=73#comment-82</guid>
		<description>Io a voi non vi capisco proprio...
Io sono laico, liberale, progressista, repubblicano, democratico e voterò convintamente il Partito Democratico, senza alcun problema.
Voi avete votato Prodi quando era a capo di una coalizione comprendente Caruso e Mastella, dai clericali fino ai nostalgici dell&#039;URSS e adesso no veltroni no, avete un palato troppo raffinato..
Ma finiamola, ragazzi... 
Qui il pericolo è serio altri 5 anni di Berlusconi e senza nemmeno l&#039;UDC a moderare, con il probabile sostegno determinante dei fascisti, con Ciarrapico, con Tremonti che porta avanti le sue lotte contro &quot;la follia del libero mercato&quot;, con il protezionismo già mostrato con l&#039;Alitalia.
E voi fate i preziosetti...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io a voi non vi capisco proprio&#8230;<br />
Io sono laico, liberale, progressista, repubblicano, democratico e voterò convintamente il Partito Democratico, senza alcun problema.<br />
Voi avete votato Prodi quando era a capo di una coalizione comprendente Caruso e Mastella, dai clericali fino ai nostalgici dell&#8217;URSS e adesso no veltroni no, avete un palato troppo raffinato..<br />
Ma finiamola, ragazzi&#8230;<br />
Qui il pericolo è serio altri 5 anni di Berlusconi e senza nemmeno l&#8217;UDC a moderare, con il probabile sostegno determinante dei fascisti, con Ciarrapico, con Tremonti che porta avanti le sue lotte contro &#8220;la follia del libero mercato&#8221;, con il protezionismo già mostrato con l&#8217;Alitalia.<br />
E voi fate i preziosetti&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Commenti su L&#8217;UAAR e le elezioni politiche 2008 di Maurizio Cecconi</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/03/17/luaar-e-le-elezioni-politiche-2008/#comment-81</link>
		<dc:creator>Maurizio Cecconi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 12:23:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=74#comment-81</guid>
		<description>Elezioni politiche 2008: &lt;a href=&quot;http://www.puta.it/blog/2008/03/12/queer/parla-giulio/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;parla Giulio&lt;/a&gt;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Elezioni politiche 2008: <a href="http://www.puta.it/blog/2008/03/12/queer/parla-giulio/" rel="nofollow">parla Giulio</a>.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Gli orfani dell&#8217;ELDR &#8211; 2 di valter grossi</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/03/04/gli-orfani-delleldr-2/#comment-79</link>
		<dc:creator>valter grossi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 11:21:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=72#comment-79</guid>
		<description>Il dramma dei laici è sempre stato quello di non sapersi o volersi coordinare. Il risultato  è che, mentre oggi il PD si costruisce un profilo credibile attingendo a piene mani alle ricette de riformismo liberale,  a chi queste idee le ha sostenute con coerenza da sempre in condizioni minoritarie viene negata l&#039;agibilità politica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il dramma dei laici è sempre stato quello di non sapersi o volersi coordinare. Il risultato  è che, mentre oggi il PD si costruisce un profilo credibile attingendo a piene mani alle ricette de riformismo liberale,  a chi queste idee le ha sostenute con coerenza da sempre in condizioni minoritarie viene negata l&#8217;agibilità politica.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Finché vive il FUR, i repubblicani non affondano di Pasquale</title>
		<link>http://giovineuropa.wordpress.com/2008/02/23/finche-vive-il-fur-i-repubblicani-non-affondano/#comment-76</link>
		<dc:creator>Pasquale</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 13:06:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://giovineuropa.wordpress.com/?p=64#comment-76</guid>
		<description>Appoggio il discorso di Arsèna e lo condivido in toto.

Anche se come sembra, non avremo sbocchi elettorali immediati (con questo pastrocchio di legge elettorale è il minimo!) l&#039;azione del FUR ed anche del gruppo &#039;Noi Ragioniamo&#039; è destinata ad essere vincente sul medio -lungo periodo. 

I contenuti, la chiarezza delle idee, la correttezza dell&#039;azione che intraprendiamo è dalla nostra.

Non passa giorno che non vi siano nuove persone che, tramite i siti www.AlleanzaLaica.it , www.NoiRagioniamo.it e www.Repubblicani.org ed i relativi forum, non ci chiedano di far parte del nostro serio progetto.

Il tempo è galantuomo.

Pasquale Caterisano
&quot;McFly&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Appoggio il discorso di Arsèna e lo condivido in toto.</p>
<p>Anche se come sembra, non avremo sbocchi elettorali immediati (con questo pastrocchio di legge elettorale è il minimo!) l&#8217;azione del FUR ed anche del gruppo &#8216;Noi Ragioniamo&#8217; è destinata ad essere vincente sul medio -lungo periodo. </p>
<p>I contenuti, la chiarezza delle idee, la correttezza dell&#8217;azione che intraprendiamo è dalla nostra.</p>
<p>Non passa giorno che non vi siano nuove persone che, tramite i siti <a href="http://www.AlleanzaLaica.it" rel="nofollow">http://www.AlleanzaLaica.it</a> , <a href="http://www.NoiRagioniamo.it" rel="nofollow">http://www.NoiRagioniamo.it</a> e <a href="http://www.Repubblicani.org" rel="nofollow">http://www.Repubblicani.org</a> ed i relativi forum, non ci chiedano di far parte del nostro serio progetto.</p>
<p>Il tempo è galantuomo.</p>
<p>Pasquale Caterisano<br />
&#8220;McFly&#8221;</p>
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