Verso il 13 Aprile: il voto dei laici progressisti

Il 10 marzo, cioè ieri, era l’anniversario della morte di Mazzini e la scadenza per la consegna delle candidature al nuovo Parlamento e alla Presidenza del Consiglio. Da due candidati a Palazzo Chigi nel 2006 si passa a oltre due dozzine, a quanto pare. Il bipolarismo sta agonizzando, mentre non si sa ancora cosa nascerebbe al suo posto.

I candidati più rilevanti sono Berlusconi e Veltroni, dalle cui precedenti coalizioni si sono staccati rispettivamente Casini e Bertinotti. Al tentativo di sostituire due poli con due grossi contenitori (PdL e PD) si oppongono anche Daniela Santanché ed Enrico Boselli, ma l’ingresso in Parlamento è per loro più un’illusione che una speranza.

Grazie al collegamento ai candidati forti, i gruppi parlamentari futuri sarebbero otto: PdL, PD, quattro della sinistra arcobaleno, Lega e UDC. Se poi i due contenitori mostreranno fessure con fuoriuscite (ad esempio di radicali), sarà da vedersi.

Berlusconi è sostenuto da tre dei quattro partiti del vecchio Polo, mentre Veltroni può contare solo su un pezzo della vecchia Unione, con perdite in entrambe le ali. Rispetto a Prodi, Veltroni è assai più sguarnito verso il centro, avendo perso Mastella, Boselli, Dini, e già da prima Fatuzzo. Inoltre, apparentando Di Pietro, aggregando i radicali e assorbendo i postrepubblicani di sinistra, Veltroni ha pericolosamente sgomberato ogni ridotta verso quel fronte. La sconfitta delle sinistre sembra inevitabile, anche se essa non coinciderebbe automaticamente con la governabilità del Paese.

Vi è una dissidenza dentro e accanto al Movimento Repubblicani Europei che si trova nella bizzarra situazione di essere partecipe di una sconfitta annunciata, senza portarne alcuna responsabilità. Il nostro dilemma principale non è per chi votare, ma come votare a sinistra salvaguardando la nostra identità in mezzo alla imminente gravissima crisi delle sinistre.

Tanto per cominciare, il premier: Veltroni, Bertinotti, Boselli o nessuno? Quindi la nostra collocazione politica europea. Se si eccettua il PRI, le componenti italiane dell’ELDR (radicali, Italia dei Valori, MRE) sono confluite, seppur a vario titolo, nel Partito Democratico, dove si trova anche l’altra componente dell’ALDE, ma anche il PSE. Scusateci per tante sigle, ma il PD è il più distribuito nei gruppi parlamentari europei. E il suo programma non ha molto in comune con quello dei liberali democratici riformisti; non a caso Berlusconi accusa Veltroni di averglielo copiato…

I firmatari della mozione “Autonomia repubblicana” erano disposti a sostenere (senza chiedere candidature per sé) una lista radicale del tutto autonoma, con Emma Bonino in testa, che pareva essere l’unico baluardo laico progressista. Non hanno aderito all’appello per i nove radicali dentro il PD, errore fatto dal Forum per l’Unità dei Repubblicani. A questi ultimi, e in particolare all’amico Paolo Arsena, bisogna riconoscere un attivismo a tutto campo, che purtroppo ha incluso il corteggiamento a personaggi (da Dini a Boselli) solo superficialmente e parzialmente interessati agli obiettivi dei laici progressisti.

Il nostro percorso, dall’Ulivo all’inappartenenza, ricongiuntosi a quello di Luciana Sbarbati dopo il Consiglio Nazionale del 31 luglio 2007, e divergente proprio a mezzo della mozione presentata al Consiglio Nazionale di settembre, è stato diverso da quello del FUR, e non ha mostrato affanni nell’inseguimento di soluzioni o leaders alternativi allo sbocco nel partito veltronista, perché prioritariamente rivolto alla discussione interna al MRE, e al recupero di un ruolo per il MRE come trincea laica del centro-sinistra. La maggioranza sbarbatiana è slittata (di uno slittamento si è trattato, più che di una scelta) verso un altro schieramento, con diversi contenuti politici, anche se non in contrasto. Il PD sarà pur sempre un alleato; ma una joint venture non è una fusione, e tanto meno una annessione.

Non voteremo dunque per Veltroni, perché riteniamo pienamente attuale la mozione “Autonomia repubblicana”. E ci rendiamo conto che una scelta diversa dall’astensionismo significa lo strappo definitivo con la maggioranza del MRE. Non che questo ci faccia paura o ci dispiaccia: dispiace di più vedere la fine ingloriosa che tanti amici hanno fatto o faranno nel contenitore piddino.

Questa è soltanto un’introduzione alla discussione, che non continuerà qui, ma sul forum MRE di politicaonline.net; riprenderemo l’articolo con le conclusioni di quella discussione. A presto, dunque.

Valerio Ari

2008 03 11

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2 Risposte

  1. Io a voi non vi capisco proprio…
    Io sono laico, liberale, progressista, repubblicano, democratico e voterò convintamente il Partito Democratico, senza alcun problema.
    Voi avete votato Prodi quando era a capo di una coalizione comprendente Caruso e Mastella, dai clericali fino ai nostalgici dell’URSS e adesso no veltroni no, avete un palato troppo raffinato..
    Ma finiamola, ragazzi…
    Qui il pericolo è serio altri 5 anni di Berlusconi e senza nemmeno l’UDC a moderare, con il probabile sostegno determinante dei fascisti, con Ciarrapico, con Tremonti che porta avanti le sue lotte contro “la follia del libero mercato”, con il protezionismo già mostrato con l’Alitalia.
    E voi fate i preziosetti…

  2. LE RADICI LAICHE DELL’UNIONE EUROPEA

    di Giancarlo Nobile
    csde@libero.it

    Fu molto forte il dibattito, almeno in Italia, durante la stesura del testo della Costituzione dell’Unione Europea, sulle radici cristiane che dovevano essere richiamate con forza nel testo, ma è così? L’Unione Europea che, con difficoltà unisce i popoli europei in vincoli legislativi strettissimi, molti hanno anche una comune moneta, e reso impensabile una guerra come è stato per secoli per questo territorio, tutto questo ha dunque come radice un religione ed il cristianesimo in particolare?

    Come sempre occorre vedere al di là delle apparenze e vedere in profondità i fatti che ci sono innanzi, prima di tutto occorre fare una distinzione tra Europa un continente abitato da millenni e da vari popoli ed ha elaborato una cultura e una civiltà molto forte e l’Unione Europea l’aggregazione di questi popoli che da cinquant’anni, dopo il grande macello del conflitto mondiale, si sono associati tramite un patto giuridico vincolante per la cooperazione, collaborazione e sostegno comune. Quindi L’Unione Europea ha radici nello jus e nella lex espressioni del pensiero laico.

    L’Europa in quanto aggregazione di popoli ha espresso nei secoli sue alte espressioni culturali, ma come tutte le aggregazioni umane la sua costruzione ha radici intrecciate, l’uomo è immerso in un flusso continuo di informazioni che elabora per vivere con migliori risultati e ciò avviene per i singoli, ma anche per i popoli e l’Europa, per la sua posizione centrale tra l’Asia e l’Africa, per il suo mare interno facilmente navigabile, ha assorbito influssi culturali da tantissime esperienze. E’ un processo sincretico che ha comportato, nel suo amalgamarsi le radici dell’Europa.

    Il cristianesimo è una delle tante influenze culturali che hanno formato il climax europeo, cristianesimo che è a sua volta una costruzione sincretica di miti preesistenti nell’area mediterranea e mesopotamica – basta ricordare un classico come il discorso della montagna nei vangeli che non è altro che una preghiera babilonese di mille anni prima dei fatti narrati, chi conosce i caratteri cuneiformi può andare a British Museum nella sezione Babilonese e leggere la tavoletta di creta – e l’incontro con il logos greco, in particolare con la filosofia platonica.

    Invece per l’Unione Europea, possiamo affermare che le sue radici sono fermamente laiche. Ma che cosa è la laicità? Essa è un concetto poliedrico. Normalmente questa figura si presenta come polemica contro il dogmatismo e le prese di posizioni dogmatiche. In realtà il laico è l’uomo che ha bisogno di sentire il parere di tutti perché è incerto sulla propria visione delle cose. E’ un uomo che socraticamente sa di non sapere.

    Questo è dunque un uomo che si mette in discussione in modo dinamico e mette in discussione il proprio mondo. La mentalità laica fa emergere l’io, la propria soggettività e la correla a quella degli altri in definitiva con la società: soggettività e società i due parametri della democrazia, la laicità è la coscienza che ‘nessun uomo è un isola’ che tutti siamo legati a tutti gli altri, in quel gioco meraviglioso che è l‘esistenza.

    Ma da dove nasce questa interpretazione dell’esistenza. Le sue radici sono nella Grecia classica con la sua rivoluzione del pensiero che chiamiamo filosofia. I duecento anni della rivoluzione culturale greca che cambiò il mondo umano, si può riassumere nel vedere sempre aldilà dell’apparente, cercare il logos in pratica la verità che genera il tutto. E’ questo un inebriante viaggio alla ricerca della verità che riempie e rafforza l’io ma che non giungerà mai alla fine. Max Weber dirà: chi viaggia verso la verità morirà sazio ma non stanco della vita.

    Il periodo classico racchiuso nel binomio greco-romano fu essenzialmente laico. L’Impero Romano accettava tutte le religioni ma tutte dovevano rispettare le leggi che governavano lo stato. Si dice che gli ebrei e i cristiani si ribellarono ai romani poiché questi volevano imporre il culto dell’Imperatore; nulla di più falso. I romani volevano solo mettere una statua o un busto dell’imperatore dinnanzi ai templi per ribadire che la legge di Roma era defensor religio non per imporre una fede.

    La laicità classica riluce in un atto imperale a cui i cristiani hanno dato molta importanza travisandolo è il cosiddetto Editto di Costantino. L’Editto è da attribuire a Licinio governatore della Bitinia ma fu fatto proprio da Costantino quando giunse al potere assoluto ed è conosciuto col suo nome.

    Nell’Editto tra l’altro è scritto: ‘…di accordare ai cristiani e a tutti gli altri la libera facoltà di seguire la religione prescelta…e di non negare assolutamente a nessuno la facoltà di dedicare la sua mente al culto cristiano o a quella religione che senta più conforme a sé.

    L’Editto pur riferendosi anzitutto ai cristiani, ribadiva e chiariva che anche a tutti gli è concessa la stessa facoltà di praticare liberamente il proprio culto ‘…perché non si ritenga che noi abbiamo recato menomazione a un qualsiasi culto o a una qualsiasi religione…’ esemplare esempio di laicità classica.

    La crisi sociale, politica ed essenzialmente economica dell’Impero portò al prorompere dell’irrazionale, un chiudersi nel mytos, una fuga verso la metafisica, all’affermarsi delle religioni misteriche ( Mitra, Iside, Sette proto cristiane, adoratori del dio Sole – tra cui Costantino) , Religioni che mettono in diretta correlazione il divino con la vita dell’uomo (il dio che si fa uomo, che muore e risorge). E’ un modello protettivo che si forma, la vera vita non è quella che si vive ma quella che si vivrà dopo la morte è una fuga precipitosa dalla realtà. La soggettività è rivolta verso il mistero ultramondano.

    Tra queste religioni emergerà il cristianesimo che cannibalizzerà, con un processo sincretico, le altre religioni. E una volta giunto al potere tramite i Lapsi, i faccendieri dell’Impero Romano, che erano il tratto di unione tra le classi di comando e il popolo, distruggerà con la violenza le altre forme di culto.

    Nasce con il cristianesimo il dogmatismo. Un solo dio, un solo pensiero, una solo società. Il tutto guidato da una verità già data e immutabile e la ricerca del pensiero dovrò essere solo quella di far collimare la realtà con quella verità.

    La laicità veniva declinando e il mytos cambiava il suo senso, per la religione pagana il mito suppliva il difetto di conoscenza, immaginando figure invece di dare pseudo interpretazioni e ciò che si imponevano erano in generale i rituali, cioè le celebrazioni pubbliche che indicavano partecipazione alla vita pubblica. I cristiani, in genere tutte le religioni misteriche, trasformarono il mito in verità, la verità in dogma e il dogma in un obbligo formale e sostanziale imposto a tutti con la forza del potere.

    Tutto ciò fu ribadito violentemente dagli Editti dell’Imperatore Teodosio quello del 391 tra l’altro ordinava che vi è una sola religione chi non si adegua perderà i diritti civili, è altresì ordinata la spoliazione e distruzione dei templi delle altre credenza, l’8 novembre 392 con nuovo Editto viene inasprita la repressione sancendo la pena di morte a chi non si fa cristiano.

    La laicità classica diventerà come un fiume carsico che si immerge per riaffiorare ogni tanto per affermarsi definitivamente con l’Unione Europea ma questo lo vedremo in seguito intanto alla fine dell’Impero Romano nasce il concetto dell’intolleranza che dominerà ed insanguinerà per secoli l’Europa.

    Vi era una sola verità e occorreva uniformare tutto ad essa. Paradossalmente fu il massimo pensatore cristiano del medio evo che ruppe questo schema Tommaso d’Aquino (1225-1274) egli volendo trovare un accordo tra fede cristiana e la physis aristotelica divise il mondo divino ed il mondo umano, mondi che hanno così vita autonoma.

    Il Dottore Angelico come venne chiamato dalla chiesa pose la distinzione tra teologia naturale e teologia rivelata, la prima proviene dall’attività della ragione e dall’esperienza sensibile; la seconda dalla fede, dalla grazia divina e dalle sacre scritture.

    Ma questa divisione duale della teologia comporterà che quella naturale divenisse scienza/epistemologia – in seguito anche tecnologia – e da ciò sorgono una serie di scissioni come quella tra dio e il mondo, tra conoscenza e realtà e soprattutto tra fede e ragione .

    Questo è in definitiva il rompere l’antica rassicurante utopia di un solo dio, di una sola fede, un solo pensiero, di un solo re, una sola società. Era la fine del pensiero unico e nasceva il Relativismo etico e culturale che avrebbe forgiato e dato sostanza in seguito alla democrazia europea.

    Questa scissione sarà ben espressa dal borghese Dante nella Commedia, la realtà umana risplende nell’inferno, sentiamo a noi vicini la pochezza degli ignavi, sentiamo come nostra parte essenziale l’amore di Paolo e Francesca o la tensione alla ricerca d’Ulisse o ancora l’odio del conte Ugolino e il drammatico rammarico di Pier delle Vigne inversamente è lo stesso Dante che mette al di là dell’uomo lo splendore incomprensibile e difficilmente descrivibile del mondo divino che ha vita in se e per se.

    Siamo nel periodo dell’affermazione della borghesia cha ha bisogno della libertà e della cultura per commerciare. La chiesa combatterà con la scomunica la borghesia nascente. Ma la strada era aperta ed essa porterà allo splendore del Rinascimento che riscopre il libero pensiero del mondo classico.

    La reazione sarò terribile con il tribunale dell’Inquisizione con i suoi roghi, la sua strage di donne accusate di stregoneria. Sotto queste spinte il cristianesimo si frantumava nascevano nuovo interpretazioni dottrinali e strutturali con il protestantesimo. Ma lo scontro fu feroce con feroci stragi come quella della notte di San Bartolomeo a Parigi del 1572 ove i cattolici trucidarono migliaia di protestanti ugonotti.

    Comunque la borghesia, la scoperta di nuovi territori con altre culture e civiltà, nuove tecnologie come la stampa, che amplierà la scolarizzazione faranno emergere ancoro di più il concetto di laicità. Emergono figure come Giordano Bruno che sarà ammazzato su un rogo dalla chiesa cattolica il 14 febbraio 1600. Dopo otto anni di torture salì sul rogo per le sue teorie sulla soggettività come parte della società, sugli infiniti mondi in cielo e sulla terra e dunque non vi era nessuna centralità siamo tutti un centro e non vi sono differenza dunque tra gli uomini. Ma il suo crimine principale per il cardinale Bellarmino era quella di proclamare la libertà di pensiero.

    Erano questi i tempi della Rivoluzione Astronomica con l’eliocentrismo di Copernico e Galileo e le leggi gravitazionali di Keplero, tutto questo poneva l’uomo non più in una assoluta centralità ma una dei tanti frammenti dell’universo.

    I tempi erano cambiati come nell’Olanda che aveva beneficiato, diventando sempre più ricca, della diaspora degli Ebrei che era stati cacciati nel 1492 dalla Spagna della Cattolicissima Isabella di Castiglia nel 1585 nel trattato dell’Unione d’Utrecht all’art.13 è scritto ‘..ogni uomo deve restare libero nelle proprie scelte e non deve essere mai molestato o interrogato circa il suo culto divino’. E’ un totale capovolgimento dell’Editto di Teodosio.

    In questa Olanda risplenderà la figura di Baruch Spinoza che nella sua Etica scrive l’uomo pensa cioè non vi è un pensiero unico ma ognuno pensa, ha la sua lettura della realtà e l’unica concordanza è la comune umanitas e l’appartenere alla natura – deus, sive natura – con le sue ineludibili leggi.

    Il secolo del trionfo della laicità è stato il settecento con gli illuministi Voltairem Diderot, come il criticismo di Kant e gli empiristi inglesi Looke, Mill, Hume. Il fiume carsico del pensiero laico della classicità greco-romana stava per esplodere e questa esplosione fu la Rivoluzione Francese.

    La Rivoluzione Francese 14 luglio 1789 –la grande rivoluzione dell’io iscritto nella società – ruppe tutti gli schemi, la soggettività umana non era più rivolta verso la metafisica ultramondana ma verso la società, la mediazione tre i cittadini non era la fede indimostrabile e granitica, non era la chiesa col suo rigido clero, ma la legge’astratta e generale’. Le conquiste furono la democrazia liberale, l’uguaglianza, la separazione tra stato e religioni, parità dei sessi, l’habemus corpus, secolarismo, cosmopolitismo.

    La reazione non si fece attendere il romanticismo col suo nazionalismo e la ricerca metafisica dello spirito del mondo e della storia fece regredire la libertà. In nell’ottocento nasceva l’uomo che avrebbe dato un colpo definitivo alla metafisica Charles Darwin che con la sua Rivoluzione Biologica poneva l’uomo nell’alveo del processi naturali, egli aveva stabilità due leggi che scardinavano ogni finalismo ed ogni trascendenza, la natura evolve in base al caso e alla necessità, le due forze che plasmano tutto l’esistente.

    Ormai la laicità aveva un suo peso nella società, la forza delle Rivoluzioni Concettuali aveva dato vita al movimento Liberale e Socialista due interpretazioni dei bisogni umani che dovranno incontrarsi. Ma da essi nasceranno anche forme irrazionali – il vecchio vizio degli uomini – come il Liberismo ed il Comunismo.

    L’ultimo parossismo del romanticismo fu quello del ‘900 con il nazismo, il fascismo e i comunismo realizzato. Tutte e tre ideologie pregne del pensiero di Hegel che fa perno sull’idea di un incessante sviluppo dialettico e sul presupposto dell’identità tra reale e razionale. Lo storicismo dialettico si mutua in un determinismo economico e sociale astratto. Così i totalitarismi storici a sfondo umanistico, quelli di Stalin, Hitler, Franco, Mussolini sono eventi romantici: non sono eventi della ragione, sono eventi del sentimento. Sono mossi dalla fede, fanno leva sulla mozione degli affetti, sulla partecipazione emotiva, su quanto meno razionale vi è in circolazione.

    In definitiva è l’escatologia cristiana che si situa sulla terra e non su un piano ultramondano mantenendo lo stesso schema composto da inizio palingenetico/rivoluzione (redenzione tramite cristo) sviluppo (salvezza) società migliore (paradiso). La storia cristiana ha un senso come queste filosofie.

    Tutto ciò produrrà milioni di morti in guerra, lo scientifico e tecnologico massacro di ebrei, zingari e di tutti i diversi, come i milioni di morti nei Gulag di Stalin e tutto ciò mise in luce che solo la laicità poteva portare l’uomo alla pace, alla concordia, al progresso riemergevano le parole di Piero Gobetti (1901-1925) ‘La storia è creata dagli individui. Perciò l’individuo non deve perdersi in un sogno di fantastica trascendenza, di quietistica contemplazione, ma deve prendere coscienza della propria responsabilità’

    Nell’Europa in preda alla violenza nazifascista un italiano Carlo Rosselli (1899-1937) inserisce il pensiero laico classico nel processo politico è la via è iscritta nel suo libro capolavoro ‘Socialismo Liberale’ ove il fine è il socialismo il metodo è quello del liberalismo un metodo che ha la democrazia e l’autogoverno dei cittadini come sua prassi.

    In questo spirito di uomini che durante la guerra, relegati nell’isola di Ventotene, guidati da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi scrissero il Manifesto di Ventotene per l’Europa Libera ed Unita.

    Essi scrivono come premessa:

    La civiltà moderna ha posto come proprio fondamento il principio della libertà, secondo il principio della libertà, secondo il quale l’uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita.

    Ed è questo spirito laico che ha permesso la costruzione della nuova Europa libera e pacificata faro per tutti i popoli del mondo.

    Le radici dell’Unione Europea sono laiche, ed è questa laicità che dobbiamo ribadire e difendere, oggi che venti contrari si alzano dalla stessa Europa e da tutti il mondo. Se vogliamo costruire un futuro di pace, se vogliamo affrontare i grandi temi che minacciano il futuro come i problemi ambientali, l’esplosione demografica, il processo migratorio, la povertà della maggioranza della popolazione del pianeta abbiamo bisogno di più Europa e di più laicità.

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