Il percorso di Autonomia repubblicana

Ci separa quasi un anno dalla decisione del Movimento Repubblicani Europei di divenire una corrente veltroniana provvisoramente esterna al Partito Democratico, decisione cui si oppose la mozione “Autonomia repubblicana”. Ci separano pochi mesi dal prossimo appuntamento elettorale: quello per il Parlamento Europeo. In questo quasi biennio non ancora finito l’elemento più rilevante nella politica italiana è il fallimento dell’Unione ovvero, di converso, la rivincita del berlusconismo.

Il fallimento dell’Unione si è consumato in due atti: la caduta del governo Prodi e l’uscita dal Parlamento di tutta l’area a sinistra del partito di Veltroni. La defenestrazione dell’Arcobaleno ha favorito il PD, evitandogli una sconfitta e consentendogli di monopolizzare l’opposizione a Berlusconi. Ma appunto il successo del PD, in termini di seggi, è maturato sull’esclusione delle sinistre classista, ecologista, postsocialista, e non contendendo consensi al centro e sottraendoli all’avversario vero. Di questo virtuale successo hanno profittato gli alleati che avevano accettato le condizioni di Veltroni: in larga misura il movimento di Antonio Di Pietro, ma anche il Partito Radicale e il MRE. Continua a leggere