Il fallimento annunciato della sinistra italiana

di Paolo Arsèna.

Inutile negarlo. Guardiamoci attorno, e vediamo un’Italia a due facce.
A destra, la faccia felice: unita, motivata, speranzosa, dedita a governare con maggiore esperienza e consapevolezza rispetto ai flop del passato, sia propri che della parte avversa.
A sinistra, la faccia depressa e sgomenta. L’Italia che non ha futuro, che non ci crede, che sente il peso della propria impotenza. Divisa, ondivaga, in parte arroccata nella critica sterile e ad oltranza, in lotta per una rivincita impossibile o per un’esistenza negata.
La lunga guerra l’ha vinta la destra. La sinistra l’ha persa e sente l’odore della sconfitta letale. Perché è giunta al capolinea, al suo totale fallimento. Continua a leggere

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Partito democratico, non neutro!

di LUCIANA SBARBATI

Articolo pubblicato su Europa, pag 9, venerdì 6 giugno 2008

Dopo la sconfitta elettorale, realisticamente prevedibile, al di là delle speranze riaccese dall’entusiasmo di una campagna giocata più sul confronto sulle persone che non sui temi, nel quale Walter Veltroni sembrava essere in vantaggio, è ora che il Pd decida sul serio cosa fare da grande.
L’accordo elettorale tra Berlusconi e Veltroni ha oramai prodotto una semplificazione del quadro politico oltre l’immaginabile. Continua a leggere

Il dietro-front di Veltroni

Veltroni: “Ora costruiamo un nuovo centrosinistra” di GIOVANNA CASADIO

Non è stata una semplice chiacchierata tra amici quella tra Walter Veltroni e Claudio Fava ieri al Loft, la sede del Pd. Tra il segretario dei Democratici e il neo coordinatore della Sinistra democratica si è parlato di alleanze e di dialogo per costruire “un nuovo centrosinistra”. Sono state gettate le basi di un’intesa politica, è stato deciso anche un “patto di consultazione”. La novità ha eccitato gli animi sia nella Sinistra, ormai extraparlamentare – Nichi Vendola si è subito detto contrario – che tra gli stessi piddì. Per il partito riformista che ha fatto della vocazione maggioritaria la propria bandiera, è arrivato il momento del cambio di passo?

Veltroni parla piuttosto di “una nuova fase di lavoro”. Ci si muove nella prospettiva delle alleanze, una volta consolidato il baricentro riformista, cioè il Pd. Fava al termine dell’incontro commenta: è “la fine dell’autosufficienza proclamata e declamata” dai Democratici. Continua a leggere

“Si salvi chi può”: il PD già alla frutta!

Come sappiamo, fra i partiti di plastica, gli itagliani hanno scelto quello originale, quello dei nani e ballerine, delle mare carfagne e dei calderoli. Il suo triste contraltare di centrosinistra, la comunione cattocom dipinta a nuovo, ma senza nemmmeno una mano di antiruggine sotto, inizia già a dare segni di precoce decadimento a meno di sei mesi dalla nascita e si avvia verso una triste ed ingloriosa fine politica. Ci sarebbero fiumi di parole per analizzare tutte le condizioni e le circostanze ed i motivi sui “perchè” (da noi ampiamente anticipati da circa tre anni a questa parte) invece vogliamo solo limitarci alla sintetica cronaca e lasciare ad ognuno di voi il giudizio.

SALERNO LASCIA IL P.D.
Francesco Salerno lascia il Partito Democratico LETTERA APERTA AL P.D. Continua a leggere

Scriviamo insieme il programma elettorale repubblicano di sinistra

Diamo la parola direttamente alla base: dopo i desolanti cinque punti proposti dai vertici del MRE a Veltroni, nella latitanza programmatica dell’area “liberal” del PD, e tenendo conto del lavoro intellettivo di altri amici, come quelli del Forum per l’Unità dei Repubblicani, vogliamo provare a costruire un programma elettorale, il programma elettorale della nascitura filiale italiana dell’ELDR?

Inviate le vostre idee, GiovinEuropa curerà redazionalmente la bozza.

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Sbarbati sempre più piddina

Se da un lato si irrobustisce il dissenso interno al MRE, dall’altro si rafforza la determinazione nella maggioranza sbarbatiana a stringersi nell’abbraccio veltronista. Così principia il contributo del MRE al programma elettorale del PD:

La seconda repubblica non può nascere sul caos della prima. [Semmai sarebbe la terza sul caos della seconda] Di fronte a questa crisi, la strategia che il candidato premier Walter Veltroni delinea ricorrendo al dodecalogo che rappresenta la summa della politica dei Democratici, dalle istituzioni al governo dell’economia, alla politica fiscale, al welfare, alla modernizzazione del Paese è forte e coraggiosa.

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Emmeristi sempre meno veltronisti?

Il dissenso interno al Movimento Repubblicani Europei si sarebbe acuito, come sembra testimoniare l’adesione di Vincenzo Garraffa (vicesegretario e membro della Direzione Nazionale del MRE, dimissionario il mese scorso) al seguente documento, che è pienamente conforme alla posizione espressa già a settembre da Autonomia repubblicana (almeno fino al penultimo capoverso incluso): Continua a leggere