Bellissime: dal 1960 ad oggi dalla parte di lei

Giovanna Gagliardo ha realizzato con l’ausilio del ricco archivio audiovisivo della RAI un lungo film in due parti, sull’evoluzione delle donne italiane nel XX secolo. La seconda parte tratta degli ultimi quattro decenni, entrando anche nel nuovo millennio: e questa ho avuto il piacere di vedere.

Si tratta di un documentario di qualità, che descrive bene il rapporto, al tempo stesso divergente e convergente, fra le due Italie (quella laica e quella cattolica), includendo in entrambe, e a ragione, il Partito Comunista Italiano. Continua a leggere

“Joyeux Noël”: la magia umanizzante della musica

Una locanda con sei camere e dodici posti letto riceve una prenotazione telefonica per un’intera famiglia: due genitori e quattro bambini. Il locandiere esita, il cliente lo tranquillizza: “Tutti i nostri figli sanno suonare uno strumento musicale, e i bambini che studiano musica sono tranquilli”. Il locandiere pensa al nano de “Il tamburo di latta”, e interroga sospettoso su quali strumenti si tratta. Flauto, violino, chitarra, arpa. Continua a leggere

Tre camminate in cima al colle

Una metafora politica? Tre banali dialoghi da presse de boulevard? Un esercizio di stili sostenuto da una conoscenza diacronica? Una pièce distribuita su tre coppie, legate fra loro dallo stesso luogo (nell’Oltrepò), dallo stesso tempo (marzo in tre anni che finiscono per otto: 1938, 1978, 2008), dalla stessa azione (una camminata per chiarire se stessi), Continua a leggere

Cercando la propria identità

“L’interprete” di Sydney Pollack (USA, 2004) e “La traduttrice” di Elena Hazanov (Svizzera, 2006) ci inducono a una comparazione.

In entrambi si tratta di mediatrici linguistiche, di parlanti originali in un idioma estraneo all’ambiente in cui vivono, di donne che amano uno strumento musicale (il flauto oppure la chitarra), di persone il cui nucleo familiare da molto tempo consiste soltanto di due (il fratello oppure la madre), e che ora perdono anche quello, fisicamente oppure spiritualmente. Inoltre: Continua a leggere

Sulle tracce di Carlo Goldoni a Parigi

Da Parigi a Saint-Denis la strada si allargava subito per le due direzioni di marcia. Venendo da Notre Dame, a un certo punto sulla sinistra si scorgeva un grande cantiere. Si trattava di San Salvatore, una chiesa in ricostruzione ma destinata a non essere finita: nel 1797 la Rivoluzione ne distruggerà persino il poco che ne era rimasto in piedi.

Arrivando a piedi dalla Senna, certamente Carlo Goldoni sarà passato vicino alle impalcature, perché proprio lì doveva svoltare, per raggiungere casa. Forse aveva ancora un ricordo dell’antica chiesa, distrutta per vetustà solo pochi anni prima, e perciò in ricostruzione. Goldoni avrà proseguito per altri cento metri (meglio: un trecento passi) per giungere a un edificio borghese a quattro piani, all’angolo fra due strade, allora con ingresso al 21 di Rue Saint Sauveur.

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Il grillo parlante

Quando apparve “Pinocchio” di Walt Disney, in Italia qualcuno gridò allo scandalo. Il protagonista della storia era un altro: non il burattino, ma il grillo parlante. Il quale persino sottraeva alla fatina dai capelli turchini il ruolo propiziatorio di una happy end.

Beppe Grillo è entrato nella storia politica della Penisola e probabilmente non gli spiacerebbe togliere il ruolo di protagonista a qualche burattinaio. Non è il primo attore comico di valore che si interessi alla politica. Ho particolarmente apprezzato Sabina Guzzanti in “Viva Zapatero”. Nella scena finale, la Guzzanti si definisce un buffone, assumendo dunque un ruolo politico rispettabilissimo. Anzi privilegiato, perché solo il buffone poteva dire la verità al suo sovrano.

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Giornate d’Italia a Rostov

Nell’ambito delle celebrazioni del 70esimo anniversario della Regione Rostovskaja e del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi, il comitato della “Dante Alighieri” di Rostov sul Don, sotto il patronato dell’Amministrazione Regionale, avranno inizio oggi le”Giornate d’Italia”, che culmineranno nell’inaugurazione del monumento all'”Eroe dei due mondi” nella città di Taganrog quale simbolo degli intensilegami storici e culturali che da tempo uniscono Russia e Italia. Il monumento, ideato su iniziativa della “Dante” di Rostov sul Don, è stato progettato dall’Arch. Slava Koslov e dallo scultore David Begalov. Alle manifestazioni interverranno le autorità cittadine, i rappresentanti di numerosi imprenditori ed istituzioni culturali russe che hanno offerto il proprio sostegno per la realizzazione dell’evento e la pronipote di Giuseppe Garibaldi, Annita Garibaldi Jallet.

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